19/10/2026 - Promozione Pizzeria "Il Rustichetto" Menu Pizza Completo 13,50€ a persona con antipasti vari ed abbondanti, pizza a scelta, dessert, bevanda e coperto, tutto incluso in uno strepitoso prezzo da non perdere. Antipasto: Misto Caldo con patatine, panelle, ...continua a leggere
Diamond Card - Sconti in ristoranti, cinema e shopping a Palermo
Diamond Card è la carta sconti che ti fa risparmiare fino al 50% in ristoranti, cinema, alberghi, farmacie, centri estetica, carburante, shopping e tanto altro! Ottieni subito uno sconto in ristoranti, pizzerie, cinema, teatri e tanto altro a Palermo, Trapani, Agrigento, Messina, Siracusa, Ragusa e Catania.Nuovi convenzionati
Promozioni e Eventi
Menù Pizza completo al Rustichetto a soli 13,50€
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Nuova versione dell'app Diamond Card
06/10/2026 - Abbiamo creato un'app tutta nuova! Vai su Google Play per Android o Play Store per iOS e scarica l'ultima versione per non perderti tutte le novità di Diamond Card
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"Caravaggio" al Teatro Massimo - Biglietti al 50%
19/06/2026 - Offerta Diamond Card per le recite del 25 e 26 giugno 2026 Debutta al Teatro Massimo il balletto "Caravaggio", spettacolo che esplora il genio e il tormento del celebre pittore attraverso un linguaggio intenso e contemporaneo. La coreografia è di ...continua a leggere
19/06/2026 - Offerta Diamond Card per le recite del 25 e 26 giugno 2026 Debutta al Teatro Massimo il balletto "Caravaggio", spettacolo che esplora il genio e il tormento del celebre pittore attraverso un linguaggio intenso e contemporaneo. La coreografia è di ...continua a leggere
Al Teatro Massimo "Le convenienze ed inconvenienze teatrali" Biglietti al 50%
27/04/2026 - Al Teatro Massimo di Palermo, martedì 28 e giovedì 30 aprile 2026 con tariffe ridotte del 50%, uno dei titoli più esilaranti e dissacranti del repertorio buffo "Le convenienze ed inconvenienze teatrali," di Gaetano Donizetti. Un'opera che ...continua a leggere
27/04/2026 - Al Teatro Massimo di Palermo, martedì 28 e giovedì 30 aprile 2026 con tariffe ridotte del 50%, uno dei titoli più esilaranti e dissacranti del repertorio buffo "Le convenienze ed inconvenienze teatrali," di Gaetano Donizetti. Un'opera che ...continua a leggere
Cartone Cialde in omaggio da Regina Carola Caffè
06/02/2026 - Da Regina Carola Caffè ogni 4 cartoni da 80 cialde Pop Caffè Intenso Piacere (Espresso Made in Italy), 1 cartone in omaggio. Singolo cartone da 80 cialde a 11€ invece di 13€. Consegna a domicilio gratuita Regina Carola Caffè Via Dante ...continua a leggere
06/02/2026 - Da Regina Carola Caffè ogni 4 cartoni da 80 cialde Pop Caffè Intenso Piacere (Espresso Made in Italy), 1 cartone in omaggio. Singolo cartone da 80 cialde a 11€ invece di 13€. Consegna a domicilio gratuita Regina Carola Caffè Via Dante ...continua a leggere
Le Palme Atelier da Monnalisa Calzature
22/12/2025 - Le Palme Atelier arriva a Palermo! Ti aspetta nella Boutique Monnalisa Calzature a Piazza Castelnuovo 43, martedì 23 Dicembre 2025 dalle 17 alle 20 per la presentazione dei loro stupendi foulard ispirati all'arte siciliana.
22/12/2025 - Le Palme Atelier arriva a Palermo! Ti aspetta nella Boutique Monnalisa Calzature a Piazza Castelnuovo 43, martedì 23 Dicembre 2025 dalle 17 alle 20 per la presentazione dei loro stupendi foulard ispirati all'arte siciliana.
Rinascente Shopping Day 16 Aprile 2025 - Sconti fino al 30%
15/04/2025 - Mercoledì 16 Aprile 2025 dalle 10:00 alle 21:00 avrà luogo alla Rinascente di Via Roma 289 a Palermo il Rinascente Shopping Day, un evento eccezionale dedicato unicamente ai possessori della Diamond Card! Sconti fino al 30% su nuove collezioni ...continua a leggere
15/04/2025 - Mercoledì 16 Aprile 2025 dalle 10:00 alle 21:00 avrà luogo alla Rinascente di Via Roma 289 a Palermo il Rinascente Shopping Day, un evento eccezionale dedicato unicamente ai possessori della Diamond Card! Sconti fino al 30% su nuove collezioni ...continua a leggere
Diamond Card ti regala un Carnet di Buoni per il Parco Giochi Guadagna
07/02/2025 - Acquista la tua Diamond Card e riceverai un Carnet di Buoni per il Parco Giochi Guadagna! 20 Biglietti per fare divertire i tuoi piccoli in giostre, trenini e gonfiabili.
07/02/2025 - Acquista la tua Diamond Card e riceverai un Carnet di Buoni per il Parco Giochi Guadagna! 20 Biglietti per fare divertire i tuoi piccoli in giostre, trenini e gonfiabili.
Campagna pubblicitaria Diamond Card Autobus Amat
05/11/2024 - Sali a bordo della convenienza! Parte la nuova campagna pubblicitaria Diamond Card su autobus di linea Amat. Per tutto il mese di novembre 2024 potrai vedere in giro per Palermo 15 autobus con la nuova veste grafica Diamond Card. Se li trovi, scatta una foto e taggaci ...continua a leggere
05/11/2024 - Sali a bordo della convenienza! Parte la nuova campagna pubblicitaria Diamond Card su autobus di linea Amat. Per tutto il mese di novembre 2024 potrai vedere in giro per Palermo 15 autobus con la nuova veste grafica Diamond Card. Se li trovi, scatta una foto e taggaci ...continua a leggere
Al cinema
CARO MONDO CRUDELE
Ad Albinia, alle porte di Grosseto, mentre il Novecento sta per finire, la dodicenne Giovanna, "Giovacca" per l'inseparabile Mirko, teme i bulli, detesta la scuola, la stessa dove insegna sua madre Sabrina, e rimpiange il padre morto, con cui dialoga di continuo immaginandolo come un saggio forzuto in un cartone giapponese. D'improvviso, però, Mirko scompare e lei perde ogni riferimento. Il preside e i professori si mobilitano, la polizia inizia le ricerche e le conclude certificando il suicidio del ragazzo. Giovanna, però, non è soddisfatta della ricostruzione: così, tra il casolare dell'amico e la scuola, si reinventa detective contro le verità dei grandi, trovando un'improbabile spalla nella ribelle pluribocciata Ludovica e nella sua combriccola di teppistelli.
Tre anni dopo il successo di Margini, Falsetti torna nella Maremma di fine millennio per un romanzo di formazione sull'elaborazione del lutto, dove i toni da commedia nera sono risciacquati nell'umorismo animato di Zerocalcare.
Già apparso nel primo film, infatti, il fumettista riversa ora il suo immaginario in un contesto narrativo nuovo: le confessioni tra una bambina e il padre morto dentro un anime giapponese sono tra i frangenti migliori di un film consolatorio, egualmente amaro ma sicuramente meno smagliante ed esilarante del precedente.
Da cui il regista conferma vari fedelissimi nel cast tecnico: alla scrittura tornano Tommaso Renzoni e Francesco Turbanti (qui anche professore incompreso e innamorato mammone); alle musiche Giancane, collaboratore anche di Zerocalcare; alla fotografia Alessandro Veridiani (che si concede qualche cartolina campestre al tramonto); alle scenografie Vito Giuseppe Zito. Notevole il suo lavoro nostalgico e storicizzante su ambienti (gli interni della scuola e delle case) e oggetti (i telefoni a gettoni, i primi cellulari, i giornalini porno, i diari e le felpe stinte e slabbrate) che fa risaltare i costumi pop-vintage di Ginevra De Carolis.
Di Margini è identico anche il telaio narrativo (l'impresa trasgressiva di un giovane gruppetto non all'altezza del compito) come l'ambientazione: la campagna maremmana inquadrata ora al tramonto del secolo che considera la grande città come inaccessibile e inospitale (la fuga notturna di Giovanna è da Grosseto verso il paese natio). Un microcosmo fatalista e sonnacchioso, fatto di leggi immutabili e di istituzioni incontestabili ma in crisi; se la famiglia ha perso centralità educativa, la scuola è palcoscenico di bullismo e di regole gerarchiche (le incarna un Sergio Pierattini in versione preside inflessibile).
Una provincia, dunque, come spazio circoscritto, ma dal portato universale per gli amabili tipi umani che vi brulicano (il bidello, il barista, i genitori campagnoli di Mirko, ritratti tutti con affetto) e i giovanissimi che vi vagolano in branco, significando luoghi altrimenti anonimi: il casolare, la cava, la spiaggetta. Incompresi dai grandi (e viceversa), non studiano, s'accendono solo per una squallida, appropriativa iniziazione sessuale. Così, resiste solo il sacro, identificante vincolo dell'amicizia, come bussola spaziale e valore supremo in un ambiente limitante: difatti, quando si spezza, anche la giovane identità in formazione traballa.
Lo sa bene Giovanna, alle prese con un doppio lutto, ma mal servita da battute non irresistibili, da un soggetto né originale né radicale.
Convince Tana Trocchia, anche lei neofita, qui nei panni della bulla dal cuore d'oro e soprattutto Petra Valentini, qui professoressa vedova e madre angosciata. Viene dal (grande) teatro, si è da poco affacciata al cinema con l'auspicio che vi si stabilisca presto: quest'anno figura anche nel cast di È andata così di Zanasi.
Ad Albinia, alle porte di Grosseto, mentre il Novecento sta per finire, la dodicenne Giovanna, "Giovacca" per l'inseparabile Mirko, teme i bulli, detesta la scuola, la stessa dove insegna sua madre Sabrina, e rimpiange il padre morto, con cui dialoga di continuo immaginandolo come un saggio forzuto in un cartone giapponese. D'improvviso, però, Mirko scompare e lei perde ogni riferimento. Il preside e i professori si mobilitano, la polizia inizia le ricerche e le conclude certificando il suicidio del ragazzo. Giovanna, però, non è soddisfatta della ricostruzione: così, tra il casolare dell'amico e la scuola, si reinventa detective contro le verità dei grandi, trovando un'improbabile spalla nella ribelle pluribocciata Ludovica e nella sua combriccola di teppistelli.
Tre anni dopo il successo di Margini, Falsetti torna nella Maremma di fine millennio per un romanzo di formazione sull'elaborazione del lutto, dove i toni da commedia nera sono risciacquati nell'umorismo animato di Zerocalcare.
Già apparso nel primo film, infatti, il fumettista riversa ora il suo immaginario in un contesto narrativo nuovo: le confessioni tra una bambina e il padre morto dentro un anime giapponese sono tra i frangenti migliori di un film consolatorio, egualmente amaro ma sicuramente meno smagliante ed esilarante del precedente.
Da cui il regista conferma vari fedelissimi nel cast tecnico: alla scrittura tornano Tommaso Renzoni e Francesco Turbanti (qui anche professore incompreso e innamorato mammone); alle musiche Giancane, collaboratore anche di Zerocalcare; alla fotografia Alessandro Veridiani (che si concede qualche cartolina campestre al tramonto); alle scenografie Vito Giuseppe Zito. Notevole il suo lavoro nostalgico e storicizzante su ambienti (gli interni della scuola e delle case) e oggetti (i telefoni a gettoni, i primi cellulari, i giornalini porno, i diari e le felpe stinte e slabbrate) che fa risaltare i costumi pop-vintage di Ginevra De Carolis.
Di Margini è identico anche il telaio narrativo (l'impresa trasgressiva di un giovane gruppetto non all'altezza del compito) come l'ambientazione: la campagna maremmana inquadrata ora al tramonto del secolo che considera la grande città come inaccessibile e inospitale (la fuga notturna di Giovanna è da Grosseto verso il paese natio). Un microcosmo fatalista e sonnacchioso, fatto di leggi immutabili e di istituzioni incontestabili ma in crisi; se la famiglia ha perso centralità educativa, la scuola è palcoscenico di bullismo e di regole gerarchiche (le incarna un Sergio Pierattini in versione preside inflessibile).
Una provincia, dunque, come spazio circoscritto, ma dal portato universale per gli amabili tipi umani che vi brulicano (il bidello, il barista, i genitori campagnoli di Mirko, ritratti tutti con affetto) e i giovanissimi che vi vagolano in branco, significando luoghi altrimenti anonimi: il casolare, la cava, la spiaggetta. Incompresi dai grandi (e viceversa), non studiano, s'accendono solo per una squallida, appropriativa iniziazione sessuale. Così, resiste solo il sacro, identificante vincolo dell'amicizia, come bussola spaziale e valore supremo in un ambiente limitante: difatti, quando si spezza, anche la giovane identità in formazione traballa.
Lo sa bene Giovanna, alle prese con un doppio lutto, ma mal servita da battute non irresistibili, da un soggetto né originale né radicale.
Convince Tana Trocchia, anche lei neofita, qui nei panni della bulla dal cuore d'oro e soprattutto Petra Valentini, qui professoressa vedova e madre angosciata. Viene dal (grande) teatro, si è da poco affacciata al cinema con l'auspicio che vi si stabilisca presto: quest'anno figura anche nel cast di È andata così di Zanasi.
KLARA E IL SOLE
In una città futuristica e inquinata Klara, un androide, trascorre le sue giornate esposta nella vetrina di un negozio gestito dalla Direttrice. Osserva il mondo esterno e parla col Sole, la sua fonte di energia vitale. È chiamata AA (Amica Artificiale), fa parte di un modello chiamato B1 ormai fuori promozione e desidera essere comprata da qualcuno con cui poter stringere un legame profondo. L'occasione arriva quando il suo sguardo si incrocia con Josie, una ragazzina affetta da una misteriosa malattia causata dal suo 'potenziamento genetico' che ha un rapporto conflittuale con la madre Chrissie e la cui vita è stata già segnata da un grave lutto familiare. Tra loro scatta un'immediata affinità. Così Klara, malgrado le perplessità di Chrissie, viene acquistata, imballata e portata nella loro casa di campagna. Accolta con ostilità dalla governante, conosce anche Rick, vicino di casa e fidanzato di Josie che è esperto di robotica. Nonostante le difficoltà iniziali, l'AA inizia a integrarsi gradualmente e arriva a compiere un pericoloso viaggio per cercare di salvare la vita alla sua amica e tenere unita una famiglia che è sul punto di crollare.
La figura mutante di Jenna Ortega è già stata plasmata da Tim Burton nella serie Netflix Mercoledì. In Klara, più che quel personaggio, si porta dietro parte dell'universo del cineasta statunitense. È una figura isolata e sognatrice, "troppo simile agli umani e troppo empatica" (secondo la definizione del modello androide B1). Probabilmente potrebbe essere anche parte della reincarnazione femminile di Edward mani di forbice; anche lei viene ospitata in una famiglia e desidera un'esistenza umana. Ha anche addosso poi degli elementi sepolcrali sempre appartenenti all'universo burtoniano; per la spedizione dopo l'acquisto viene imballata e quello scatolone è quasi a forma di bara e rappresenta per lei sempre una minaccia anche quando è arrivata a casa di Josie; se le cose non funzionano, torna indietro. L'attrice gioca abilmente su questo dualismo androide/umano ed è all'altezza delle interpretazioni, per esempio, di Robin Williams in L'uomo bicentenario di Chris Columbus e Haley Joel Osment in A.I. - Intelligenza artificiale di Steven Spielberg. Ma è l'unico elemento che funziona del nuovo film di Taika Waititi, un alieno in un film che appiattisce e banalizza la profondità filosofica del romanzo di Kazuo Ishiguro da cui è tratto. Lo sguardo di Klara sul mondo sembra avere quell'innocenza, poi perduta del protagonista di JoJo Rabbit. Al posto del nazismo c'è futuro distopico dove la tecnologia regola i rapporti tra classi sociali ma stavolta il cineasta non riesce a usare lo stravagante umorismo come punto di rottura.
Waititi cerca di imporre a forza la sua firma e invece di umanizzare Klara finisce per fare il contrario, disumanizzare invece Josie, Rick, la madre Chrissy e la figura dello spaventapasseri, sprecando una scena importante del film che è quella in cui la protagonista cerca di aiutarlo a liberarsi dal filo spinato. Klara e il sole potrebbe essere da una parte la versione autoriale dei due Thor (Ragnarok e Love and Thunder) del regista e dall'altra il tentativo da parte di Waititi di realizzare un film che combina la sua stravagante eccentricità con il dramma strappalacrime. Lo sguardo del cineasta neozelandese è un po' come quello della protagonista che nelle sue soggettive non riesce a mettere a fuoco quello che ha davanti. Si smaterializza soprattutto il lavoro sul corpo e sulla voce (le imitazioni di Klara) dove si perde tutta la magia tra desiderio e quel legame con il Sole mostrato più come un'ipnosi e preghiera ("Hello Sun. Thank you" all'inizio del film) che come una carica vitale. Klara e il sole punta a un'estetica edulcorata ed esplora in maniera superficiale la tematica ambientalista, il consumismo e la disumanizzazione tecnologica come se fosse uno spot della Atlas Brookings, la prestigiosa università che rappresenta il massimo traguardo per i ragazzi potenziati geneticamente. Ma soprattutto ha tagliato le gambe al rapporto tra Klara e Josie e non ha valorizzato la presenza di Amy Adams togliendo profondità alla sua vulnerabilità. Il punto più basso della già incostante filmografia del regista.
In una città futuristica e inquinata Klara, un androide, trascorre le sue giornate esposta nella vetrina di un negozio gestito dalla Direttrice. Osserva il mondo esterno e parla col Sole, la sua fonte di energia vitale. È chiamata AA (Amica Artificiale), fa parte di un modello chiamato B1 ormai fuori promozione e desidera essere comprata da qualcuno con cui poter stringere un legame profondo. L'occasione arriva quando il suo sguardo si incrocia con Josie, una ragazzina affetta da una misteriosa malattia causata dal suo 'potenziamento genetico' che ha un rapporto conflittuale con la madre Chrissie e la cui vita è stata già segnata da un grave lutto familiare. Tra loro scatta un'immediata affinità. Così Klara, malgrado le perplessità di Chrissie, viene acquistata, imballata e portata nella loro casa di campagna. Accolta con ostilità dalla governante, conosce anche Rick, vicino di casa e fidanzato di Josie che è esperto di robotica. Nonostante le difficoltà iniziali, l'AA inizia a integrarsi gradualmente e arriva a compiere un pericoloso viaggio per cercare di salvare la vita alla sua amica e tenere unita una famiglia che è sul punto di crollare.
La figura mutante di Jenna Ortega è già stata plasmata da Tim Burton nella serie Netflix Mercoledì. In Klara, più che quel personaggio, si porta dietro parte dell'universo del cineasta statunitense. È una figura isolata e sognatrice, "troppo simile agli umani e troppo empatica" (secondo la definizione del modello androide B1). Probabilmente potrebbe essere anche parte della reincarnazione femminile di Edward mani di forbice; anche lei viene ospitata in una famiglia e desidera un'esistenza umana. Ha anche addosso poi degli elementi sepolcrali sempre appartenenti all'universo burtoniano; per la spedizione dopo l'acquisto viene imballata e quello scatolone è quasi a forma di bara e rappresenta per lei sempre una minaccia anche quando è arrivata a casa di Josie; se le cose non funzionano, torna indietro. L'attrice gioca abilmente su questo dualismo androide/umano ed è all'altezza delle interpretazioni, per esempio, di Robin Williams in L'uomo bicentenario di Chris Columbus e Haley Joel Osment in A.I. - Intelligenza artificiale di Steven Spielberg. Ma è l'unico elemento che funziona del nuovo film di Taika Waititi, un alieno in un film che appiattisce e banalizza la profondità filosofica del romanzo di Kazuo Ishiguro da cui è tratto. Lo sguardo di Klara sul mondo sembra avere quell'innocenza, poi perduta del protagonista di JoJo Rabbit. Al posto del nazismo c'è futuro distopico dove la tecnologia regola i rapporti tra classi sociali ma stavolta il cineasta non riesce a usare lo stravagante umorismo come punto di rottura.
Waititi cerca di imporre a forza la sua firma e invece di umanizzare Klara finisce per fare il contrario, disumanizzare invece Josie, Rick, la madre Chrissy e la figura dello spaventapasseri, sprecando una scena importante del film che è quella in cui la protagonista cerca di aiutarlo a liberarsi dal filo spinato. Klara e il sole potrebbe essere da una parte la versione autoriale dei due Thor (Ragnarok e Love and Thunder) del regista e dall'altra il tentativo da parte di Waititi di realizzare un film che combina la sua stravagante eccentricità con il dramma strappalacrime. Lo sguardo del cineasta neozelandese è un po' come quello della protagonista che nelle sue soggettive non riesce a mettere a fuoco quello che ha davanti. Si smaterializza soprattutto il lavoro sul corpo e sulla voce (le imitazioni di Klara) dove si perde tutta la magia tra desiderio e quel legame con il Sole mostrato più come un'ipnosi e preghiera ("Hello Sun. Thank you" all'inizio del film) che come una carica vitale. Klara e il sole punta a un'estetica edulcorata ed esplora in maniera superficiale la tematica ambientalista, il consumismo e la disumanizzazione tecnologica come se fosse uno spot della Atlas Brookings, la prestigiosa università che rappresenta il massimo traguardo per i ragazzi potenziati geneticamente. Ma soprattutto ha tagliato le gambe al rapporto tra Klara e Josie e non ha valorizzato la presenza di Amy Adams togliendo profondità alla sua vulnerabilità. Il punto più basso della già incostante filmografia del regista.
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