THE BIKERIDERS

Locandina Un film di Jeff Nichols. Con Austin Butler, Jodie Comer, Tom Hardy, Michael Shannon (II), Mike Faist, Norman Reedus, Boyd Holbrook, Beau Knapp, Karl Glusman, Damon Herriman, Emory Cohen, Toby Wallace, Happy Anderson, Phuong Kubacki, Michael Abbott Jr., Gunner Pope, Erin Scerbak, Steven Terry Walker, Nicholas Hargous, Johanna McGinley, Alex Haydon, Cliff Cash, William Cross, David Pittinger, Brian D. Schroeder, Paul Sparks, Will Oldham, Nathan Neorr, Paul Dillon, Valerie Jane Parker, Tony Donno, Forba Shepherd, David Myers Gregory, Ryan Wesley Gilreath, Sara Mackie, Steve Marvel, Radek Lord. Genere Drammatico - USA, 2023. Durata 116 minuti circa.


Trama

Midwest, all'alba degli anni Sessanta. Un fotografo segue il neonato club dei Vandals, una compagnia di motociclisti di Chicago che si è formata attorno all'idea e al carisma del camionista Johnny. Tornerà anni dopo, per farsi raccontare da Kathy come sono andate le cose. Perché la storia dei Vandals è anche quella del matrimonio di Kathy con il silenzioso Benny, il favorito di Johnny. E la storia di come un gruppetto di ragazzi che preferiva stare con gli amici anziché seguire le orme dei genitori è diventato un modello per altri come loro in tutti gli Stati Uniti e poi ha perso la strada, sbandando nella droga e imboccando l'autostrada della violenza.
Basato sull'omonimo libro fotografico di Danny Lyon, il film corona, per il regista Jeff Nichols, un sogno lungo dieci anni, quello di accompagnare lo spettatore in un viaggio nel tempo e in una cultura che non c'è più, ma mantiene qualcosa di affascinante e archetipico, legato alla stagione della gioventù e al mito della strada, oltre che al sapore irraggiungibile dell'utopia.
Dentro questa storia di amicizia al maschile, di un cenacolo che non ha bisogno di parabole tanta è la forza dell'oggetto totemico al suo centro, scorrono sotterranee domande universali, che parlano di libertà individuale, di comunità scelta e società imposta, di coraggio, nichilismo, ribellione e disperazione.
Nichols racconta la fine di un'epoca e di un'antopologia, tanto che a sembrarci bellissimi e irreali sono soprattutto i personaggi di questo film, nessuno escluso. Il Johnny di Tom Hardy, figlio cinematografico del selvaggio Brando, che s'inventa la regola che può distruggerlo, e la cui propensione alla paternità diventa ansia di controllo e lo lascia con un pugno di mosche in mano. L'imprendibile Benny di Austin Butler, bello e matto come un cavallo, bloccato internamente e per questo bisognoso di non smettere mai di andare; Benny che non vuol essere né padre né figlio (diversamente dal Jax di Sons of Anarchy, altro bellissimo su due ruote), e chiude il film con un'immagine che è tutta mentale, affidata all'udito anziché alla vista, a dir poco straziante. Ma anche la stessa Kathy (Jodie Comer), la donna che racconta il mondo senza parole degli uomini, che si alterna tra autonomia e dipendenza, tra fatalismo e malinconia, in un universo in cui non ci sono vincitori ma solo vinti, perché i sogni che erano davanti a un certo punto finiscono per tutti dietro le spalle .
Girato strizzando l'occhio al documentario, con qualche concessione di troppo alla scrittura (Benny che piange solo per un genitore e non per l'altro) ma anche qualche affondo irresistibile (quando i veterani preferiscono l'automobile perché fa freddo), The Bikeriders è un film sulla nostalgia e sulla breve bellezza di un certo tempo della vita e del sogno americano, che ha il suo punto di forza nel tono, lontano tanto dal melodramma per nulla che dall'enfatizzazione lirica della vita ai margini.