CATTIVA STRADA

Locandina Un film di Davide Angiuli. Con Malich Cissé, Giulio Beranek, Lucia Zotti, Ema Andrea, Romina De Giglio, Pierpaolo Vitale, Dino Loiacono, Anita Lorusso. Genere Drammatico - Italia, 2025. Durata 95 minuti circa.Un teso coming of age in una Bari notturna e criminaleUn coming of age sul delicato percorso di crescita di Donato, un ragazzo quasi diciottenne.di Simone Emiliani


Trama

Bari. Donato lavora in un garage ma la sua vita cambia quando una sera il suo destino s'incrocia con quello di Agust, un criminale di origini albanesi che vive secondo l'antico codice d'onore del Kanun che lo costringe a fare da palo in macchina mentre lui sta compiendo una rapina e gli sequestra la carta d'identità per non farlo scappare. Per ricompensarlo, dopo gli regala una catenina che è parte della refurtiva. Ma Donato perde il lavoro per colpa di Agust e ora ha bisogno di soldi anche per pagare le costose cure della nonna malata di Alzheimer. Così il ragazzo torna da lui e gli chiede di essere coinvolto in altri colpi. Col tempo, dopo un giuramento, tra loro nasce un legame di amicizia e Donato viene accolto e benvoluto sia dalla madre di Agust sia dalla sorella minore Erina; con loro è come se si sentisse a casa. Intanto però la malattia della nonna peggiora e i rischi per Agust aumentano ogni giorno. Così si trova davanti a un bivio: abbandonare l'attività criminale o portarla avanti fino in fondo per continuare a far parte di quella famiglia?
C'è già un'immagine riconoscibile in Cattiva strada, opera prima di Davide Angiuli dove l'inizio e la fine sembrano idealmente coincidere e mostrano Donato in trappola, chiuso in una situazione da cui non riesce a scappare.
Questa immagine diventa metafora di questo aspro 'romanzo criminale', attento alla geografia dei luoghi (tra il quartiere San Paolo e lo sfondo dello stadio San Nicola a Bari) e che mostra il sofferto percorso di crescita di Donato. Da una parte c'è quello che gli resta della sua famiglia, una nonna che ogni giorno fa sempre più fatica a riconoscerlo e con cui ha un legame particolare. Dall'altro una nuova famiglia ideale che potrebbe cambiare per sempre la sua vita. Il protagonista, interpretato da Malich Cissé (già visto in Siccità di Paolo Virzì), vive in una continua situazione di apnea, sommerso da un'oscurità dal taglio noir segnata dalla fotografia di Emilio M. Costa e dai piani ravvicinatissimi sul suo volto e quello di Agust, dove Giulio Beranek sembra portare sullo schermo la versione più adulta del suo personaggio di Tiziano in Marpiccolo di Alessandro Di Robilant e alterna momenti di complicità ad altri di rabbia.
Cattiva strada ha sicuramente delle interessanti intuizioni, a volte fin troppo sottolineate (l'orologio sfilato dal polso della nonna), ma non è sorretto da una scrittura agile ma, al contrario spesso faticosa e da uno stile nervoso - come un pezzo techno - che però finisce per disperdere la tensione sia nelle rapine, sia nella scena del tamponamento, esempio di come il film non si prende il tempo giusto per costruire il climax adatto. Nella stessa visione claustrofobica, dove Donato è spesso in auto come Tom Hardy in Locke, si avverte spesso il sospetto di un'elaborata costruzione concettuale cinefila/simbolica, così come nelle immagini riflesse dei vetri o specchietti retrovisori. Quando Cattiva strada ha il tempo di respirare, diventa più autentico e compie piccoli gesti di complicità quotidiana (lo smalto sulle dita della nonna, il flashback di un'amicizia). Ma lo stile finisce anche per intralciare la narrazione e a rimanerne più sacrificati sono i personaggi secondari (coma la madre e la sorella di Agust) e il sottobosco criminale. Restano le suggestioni di un debutto certamente ispirato ma con un passo ancora troppo incerto.