UNO DI FAMIGLIA

Locandina Un film di Alessio Maria Federici. Con Pietro Sermonti, Lucia Ocone, Sarah Felberbaum, Moise Curia, Massimo De Lorenzo, Anna Della Rosa, Giampiero Judica, Neri Marcorè, Nino Frassica. Genere Commedia - Italia, 2018. Durata 97 minuti circa.Una spassosa commedia che si fa beffe di tutto, ben pensata, ben scritta e ben interpretata Amici, conoscenti e nemici di Luca quarantatreenne mite e sornione se la dovranno vedere con i vari componenti di un colorito nucleo malavitoso.di Paola Casella


Trama

Luca è un ex attore diventato insegnante di dizione: un precario del nostro tempo che fa una gran fatica a farsi pagare dai suoi studenti. Uno di questi (fra i pochi che pagano) è Mario Serranò, un bel ragazzo che cerca di togliersi l'accento calabrese. Un giorno, in uscita da casa sua, Mario viene quasi investito da un'auto in corsa, e Luca riesce a strattonarlo via appena in tempo, proprio davanti agli occhi di Angela, la zia del ragazzo. Da quel momento Angela Serranò prenderà sotto la sua ala lo scombinato Luca, che fino a quel momento non aveva santi in Paradiso, e ora invece è protetto da una sfilza di Padrini: i Serranò formano infatti una potentissima Famiglia di 'ndranghetisti che tiene in mano le sorti della Capitale.

Uno di famiglia è una spassosa commedia che si fa beffe di tutto: cosche organizzate e lavoratori dello spettacolo, antiquari spocchiosi e figlie di giornalisti arroganti, politici, poliziotti e persino portatori di handicap.

Questa volta il quarantenne Alessio Maria Federici ha avuto la saggezza di mettersi accanto due sceneggiatori che hanno coscritto alcune delle commedie più riuscite del cinema italiano contemporaneo: Andrea Garello, nel team di Smetto quando voglio (ma anche di Senza nessuna pietà, Amnésia e della bella serie televisiva Via Zanardi 33), e Giacomo Ciarrapico, coautore di Boris (la serie e il film) ma anche di Ogni maledetto Natale e del recente Troppa grazia.

Questo dream team è riuscito a creare personaggi credibili pur nell'esagerazione comica, a uscire e rientrare disinvoltamente nello stereotipo con grande libertà creativa, spiazzando occasionalmente le aspettative e lasciando ai personaggi un fondo di umanità riconoscibile: ad esempio Regina, la fidanzata di Luca, sfugge alla macchietta dell'ottusa rompiballe per rivelarsi solidale e sfaccettata, pur nel tratteggio parodistico. La sceneggiatura affronta anche la realtà economica dei precari: sfidiamo qualunque lavoratore dell'"industria culturale" a non esultare quando i Serranò si occupano del recupero crediti del povero Luca.

Il cast fa onore alla buona scrittura: da Pietro Sermonti che, nei panni di Luca, tira fuori tutta la sua irresistibile bonomia, a Nino Frassica nel ruolo del boss Peppino Serranò, a Massimo De Lorenzo, calabrese autentico che afferisce alla sua recitazione tutta la potenza comica del dialetto regionale. Ma Uno di famiglia appartiene soprattutto a Lucia Ocone, che non solo fa suo un accento credibile, ma incarna perfettamente il ruolo della donna di potere del Sud, non limitandosi a tratteggiare una "mafia princess" ma attingendo all'archetipo della "reggitora" mediterranea. La sua determinazione è l'asse portante della storia e la spina dorsale del film, perfettamente contrapposta alla morbidezza e ignavia del Luca di Pietro Sermonti.

La regia di Federici trova un ritmo di commedia incalzante e aderente al contenuto, e si concede anche un certo piglio autoriale (come la scena iniziale, sui titoli di testa) azzardando soluzioni filmiche originali: persino il product placement è gestito con intelligenza e misura. Il merito, oltre che del regista, va alla produzione di Luigi e Olivia Musini, quest'ultima anche generazionalmente vicina a Federici e agli interpreti. E la Warner, che ha coprodotto con cura e che distribuisce in sala, darà a questa commedia la forza muscolare per farsi notare dal pubblico.