Un film di Bart Layton. Con Chris Hemsworth, Halle Berry, Mark Ruffalo, Barry Keoghan, Nick Nolte, Monica Barbaro, Corey Hawkins, Peter Banifaz, Babak Tafti, Devon Bostick, Payman Maadi, Jennifer Jason Leigh, Tate Donovan, Paul Adelstein, Patrick Mulvey, Hossein Mardani, Deborah Hedwall, Norman Lehnert, Drew Powell, Seth Morris, Ilka Urbach, Jennifer Armour, Andrew Ashford, Matthew Del Negro, John Douglas (II), Hanako Footman, Bobby McGee, Dan Perrault, Ben Sharples, Derek Siow, Richard Lee Warren. Genere Thriller - USA, Gran Bretagna, 2025. Durata 135 minuti circa.Dall'acclamato racconto di Don WinslowLa storia di Davis, un ladro sfuggente le cui rapine hanno da tempo lasciato la polizia senza indizi.di Emanuele Sacchi
James è un rapinatore particolare, con un'agenda personale e un codice morale. I suoi obiettivi sono le compagnie di assicurazione, più che i loro clienti facoltosi, che saranno ricompensati dopo i suoi furti: prima ottiene informazioni riservate da un dipendente della compagnia e poi colpisce, senza spargere una goccia di sangue. Dopo un colpo che ha rischiato di svelare la sua identità, James decide che è tempo di smetterla, ma il suo capo, Money, non ci sta e recluta il giovane psicopatico Ormon per rimpiazzarlo e carpire informazioni su possibili nuovi colpi. Intanto sulle tracce di James c'è l'ispettore di polizia Lou, convinto che i colpi avvenuti sulla freeway 101 di Los Angeles siano legati da un pattern riconducibile allo stesso responsabile.
Assemblando un cast micidiale, che recluta star o vecchie glorie di Hollywood anche per ruoli minori di poche scene, Bart Layton realizza - da un testo di Don Winslow - uno heist movie d'altri tempi, che non si pone mai il problema di rappresentare uno scarto rispetto al cospicuo passato di film che caratterizza il sottogenere. La sua evidente devozione per Michael Mann, e in particolare per Heat, o per classici del genere come Bullitt o Driver - L'imprendibile si traducono in citazioni palesi - i riferimenti a Steve McQueen e alla sua Mustang - o malcelate - gli appartamenti con vista sulla spiaggia di L.A., le panoramiche notturne e il rapporto privilegiato di rispetto reciproco tra guardia e ladro, prelevati di peso dal cinema di Mann.
Siamo in pieno post-post-moderno, con un evidente complesso di inferiorità che lascia pensare a una produzione Amazon ideata più per la piattatorma streaming di Prime Video che per le sale, non fosse per il cast ragguardevole: giovani star come Barry Keoghan e Chris Hemsworth, o la candidata all'Oscar Monica Barbaro, sono affiancate a monumenti come Nick Nolte e solide realtà come Jennifer Jason Leigh, Mark Ruffalo e Halle Berry.
È quest'ultima, in particolare, a spiccare nel ruolo di un'agente dell'assicurazione discriminata dai suoi capi per sesso ed età e desiderosa di vendetta: la sua fragilità e umanità sono i tratti più verosimili e interessanti di una sceneggiatura che troppo spesso procede per stereotipi e passaggi prevedibili, come se fosse scritta da un algoritmo. Il ladro, che si presume stilizzato come il personaggio di un fumetto, è in realtà abbozzato, "poco scritto", con troppi vuoti e punti di domanda sul suo passato, che giustificano solo in parte le sue azioni. Il suo stile non violento e il suo codice morale vengono intuiti da Lou sulla base di elementi istintuali più che fattuali, tanto che il poliziotto decide, con rapidità sconcertante, di dargli la caccia per "salvarlo" anziché per catturarlo. Non che si cerchi la verosimiglianza, ma con Layton si travalica spesso nella fantascienza. Più un ispettore Zenigata che il Pacino di Heat in sostanza: quest'ultimo, pur rispettando e ammirando De Niro, sapeva di doverlo fermare ad ogni costo. Una differenza non secondaria, tra un rigore che implica il dovere di assolvere compiti ingrati e una redenzione profusa a piene mani come nell'epilogo di Crime 101, senza un'ombra di aderenza al mondo reale, e che finisce per coinvolgere minimamente lo spettatore in un plot troppo artificioso e scarsamente credibile. Anche il rivale Ormon, grottesco e caricaturale nei suoi eccessi, è un personaggio prevedibile e bidimensionale (bastano i capelli ossigenati a fare di lui uno psicopatico sin dalla prima scena? Evidentemente sì), e stride la sensazione che Los Angeles, una delle città più grandi del mondo, ridotta a un capoluogo di provincia dove spesso ci si incontra per caso e i destini si incrociano ripetutamente. Significativo invece il fatto che nessuno dei protagonisti - James, Lou e Sharon - abbia un buon rapporto con il proprio boss, tanto nel crimine che nella legalità. Ad accomunarli è il talento sprecato, la sensazione di rimanere incompresi e irrealizzati per cause indipendenti dalla loro volontà e tutt'altro che meritocratiche. Che sia questo il fil rouge antiautoritario di un noir alla ricerca di una sua identità?