CIME TEMPESTOSE

Locandina Un film di Emerald Fennell. Con Margot Robbie, Jacob Elordi, Hong Chau, Shazad Latif, Alison Oliver, Martin Clunes, Ewan Mitchell, Owen Cooper, Amy Morgan, Jessica Knappett, Millie Kent, Vicki Pepperdine, Paul Rhys, Robert Cawsey, Gabriel Bisset-Smith, Matt Green (III). Genere Drammatico - USA, Gran Bretagna, 2026. Durata 136 minuti circa.Dal romanzo omonimo di BrontëDal capolavoro del 1847 scritto da Emily Brontë, una grande storia d'amore con Margot Robbie e Jacob Elordi.di Paola Casella


Trama

Fin da bambini il legame fra Cathy Earnshow, orfana di madre e figlia di un inglese che ha perso
tutto al gioco, e Heathcliff, trovatello preso in casa dal padre di Cathy e trattato come un servo, è
viscerale e indissolubile. Da adulti, quel legame si trasforma in passione travolgente, ma Cathy
ritiene la possibilità di una reazione ufficiale con Heathcliff degradante, e prende in considerazione
la possibilità di sposare il ricco vicino di casa Edgard. Heathcliff fugge dall'umiliazione in arrivo e
cerca fortuna all'estero, per poi tornare nello Yorkshire da trionfatore e acquistare Wuthering
Heights, la casa in cui lui e Cathy sono cresciuti. Ma al suo ritorno trova la sua anima gemella
sposata ad Edgard, e per i due inizierà quell'inferno (e paradiso dei sensi) cui sembrano destinati
fin dall'infanzia.


Cime tempestose è l'ennesimo adattamento del romanzo di Emily Brontë già portato
più volte sul grande schermo, a cominciare dal classico film del 1939 diretto da William Wyler e
interpretato da Merle Oberon e Laurence Olivier, così come sul piccolo schermo, compresa la
versione del 1992 di Peter Kosminski con Ralph Fiennes e Juliette Binoche.

Quest'ultima
trasposizione porta la firma inconfondibile di Emerald Fennell, la regista di Una donna
promettente e soprattutto di Saltburn, orgoglioso mix di trash e pop che vedeva
fra i suoi interpreti sia Jacob Elordi, che in Cime tempestose edizione 2026 è il nuovo
Heathcliff, che Alison Oliver, che intrepreta l'ingenua Isabella, la protetta di Edgard.
Fennell si getta a capofitto in questa celebre storia di passione e tradimenti creando il suo
consueto universo glamour e barocco, a metà fra lo storico-pop di Sofia Coppola e il pink romance
degli Harmony, senza temere gli sconfinamenti nel kitch e nel trash. Il suo stile è aggiornato ai
tempi e ai gusti del pubblico social, e ha l'intrattenimento visivo come priorità assoluta. Fennell
realizza guilty pleasures senza remore e i suoi film, rigorosamente in costume (anche quando
ambientati nella contemporaneità), appaiono riccamente decorati e intensamente colorati (qui la
palette è soprattutto di rossi sgargianti e azzurri intensi), estremamente godibili da un punto di vista
pop estetico, e direttamente contrapposti al bon ton minimalista e polveroso dell'universo
Merchant-Ivory. Anche i sentimenti in scena sono raffigurati nella loro dimensione eccessiva e
ridondante, il che è adeguato ad una storia di attrazione fatale delirante, ad alto potenziale di
umorismo involontario (e Fennel si concede qualche punta di ironia soprattutto nel ritratto di
Edgard e Isabella).

Quello che manca completamente è il contesto sociale in cui era ambientato il romanzo di Brontë,
e che ha una parte essenziale nel successo della storia originale, in cui Cathy rifiuta un futuro con
Heathcliff perché a metà Ottocento era socialmente inconcepibile che una giovane donna uscisse
dal proprio rango, e un matrimonio con un pretendente abbiente era l'unico mezzo di
sopravvivenza a disposizione. Qui invece il comportamento di Cathy sembra più improntato al
capriccio e allo snobismo, peraltro sempre raffigurata più come una ragazzina viziata e prepotente
che come il delizioso mix di assertività femminile (di per sé rivoluzionaria nel 1847) e costrizioni
sociali della protagonista del romanzo.
Sparisce anche quasi completamente la dimensione gotica del romanzo (e del film di Wyler), fatta
di fantasmi e , di echi e di rimandi, che non era solo una scelta stilistica dell'epoca, ma la risposta
ad un'esigenza profonda di evocare un rimosso socioculturale, soprattutto per una donna (il che
spiega la celebre frase "Heatcliff è me più di me stessa") : non è un caso che la versione più
aderente alla cifra originaria dell'opera di Brontë sia la canzone inquietante e misteriosa di Kate
Bush, i cui falsetto è l'eco lugubre di un lamento nella notte, e la rivendicazione di una dark side
negata.
Anche i numerosi momenti di sesso fra Cathy e Heathcliff sono completamente fuori epoca, come
in un episodio di Bridgerton, ma farà comunque la gioia degli spettatori e spettatrici la
presenza nei ruoli centrali di Jacob Elordi e Margot Robbie, intenti a esplorarsi intimamente a
vicenda: il vero asso nella manica di Fennell è infatti questa scelta di casting, che fa leva su due

bellissimi del grande schermo con un'espressività da fotoromanzo perfetta per questa
impostazione cinematografica.
Se la tensione sessuale (stereotipata) è fin troppo presente, sono poco sottolineate le sfumature
psicosociali di quella che oggi definiremmo una relazione tossica, e le pressioni esterne che
rendono le decisioni di Heathcliff e Cathy inevitabili. Tutto è aggiornato al presente, e non bastano
le (finte) brughiere dello Yorkshire (con tanto di macchina del fumo fuori scena) a restituire
l'isolamento e la mancanza di alternative che hanno informato la vita di Emily Brontë, e di
conseguenza il suo romanzo, canto disperato di un usignolo trapassato dalla spina di rosa della
favola scritta da un'altra vittima delle costrizioni del suo tempo come Oscar Wilde.
Cime tempestose entra allegramente nell'universo fantasy e social del 2026,
costruendo relazioni strillate alla Uomini e donne accompagnate da un tappeto sonoro
hyperpop, inebriante come una corsa sull'ottovolante ma altrettanto artificialmente intensificato,
laddove il romanzo di Brontë era un perfetto bilanciamento fra istinto e società, pulsioni profonde e
negazioni identitarie, struggimento e intima rivolta.