BEN - RABBIA ANIMALE

Locandina Un film di Johannes Roberts. Con Johnny Sequoyah, Troy Kotsur, Jessica Alexander, Victoria Wyant, Kevin McNally, Kae Alexander (I), Stuart Whelan, Albert Magashi, Robin Chalk, Nick Romano. Genere Horror - USA, 2025. Durata 89 minuti circa.La paura di ciò che non ti aspettiUn horror inquietante che trascina lo spettatore in un crescendo di tensione, dove l'orrore diventerà sempre più reale e la sopravvivenza sarà l'unica via d'uscita.di Rudy Salvagnini


Trama

La giovane Lucy ritorna a casa nelle Hawaii dopo aver studiato al college, portando con sé un paio di amiche per una vacanza nella lussuosa, spettacolare e isolata villa di famiglia immersa nello splendore hawaiano. Lucy è accolta dalla sorella minore Erin, ancora un po' seccata per la lunga assenza di Lucy, e dal padre Adam, scrittore sordomuto. C'è anche Ben, lo scimpanzé di famiglia, che vive con loro da anni e che era stato portato a casa dalla mamma di Lucy, scienziata che studiava la possibile comunicazione tra uomini e scimmie e che è morta da un anno di cancro. Adam si accorge che Ben ha una piccola ferita in seguito a una lotta con una mangusta, la cui carcassa è vicina al suo rifugio. Manda la mangusta al laboratorio veterinario per un esame autoptico, rinchiude Ben nel suo gabbione e poi parte per un impegno promozionale per il suo ultimo libro. Lucy e gli altri intanto cercano di divertirsi, ma Ben si libera e, furioso dato che ha contratto la rabbia dalla mangusta, attacca i ragazzi che si rifugiano nella piscina, unico luogo in cui lo scimpanzé non può andare dato che non sa nuotare. Ma restano bloccati lì, cercando di trovare il modo di cavarsela prima che la scimmia trovi il modo di prenderli e ucciderli.

Anche senza contare i film con gli scimmioni giganteschi (da King Kong a Konga), i primati sono stati più volte utilizzati come elemento di minaccia proprio per la loro prossimità al genere umano. Esempi significativi sono il classico di George Romero Monkey Shines - Esperimento nel terrore o il meno riuscito Link di Richard Franklin, entrambi con scimmie, in misura più o meno importante, "umanizzate". Come per il San Bernardo di "Cujo", qui è una malattia a trasformare un animale bonario e pacifico in un mostro assetato di sangue, ma la metafora sulle difficoltà e le insidie di una integrazione forzata tra elementi forse incompatibili è evidente. È evidente, ma non è certo l'elemento narrativo su cui più punta il film che, invece, cerca soprattutto di sfruttare una classica situazione - un gruppo di ragazzi minacciati in un luogo isolato da una creatura feroce - per generare suspense e spettacolo. Sotto questo profilo, il film si può dire riuscito. Johannes Roberts (47 metri) non è un fine esteta alla ricerca di atmosfere inquietanti e rarefatte né un ricercatore dei contenuti profondi dell'orrore, ma è un esperto del genere e sa bene come orchestrare sequenze di azione orrorifica e come sviluppare con efficacia una palpabile tensione, tra momenti di inquieta attesa e improvvise esplosioni di violenza guidate da uno scimpanzé strappa-facce dalla furia incontenibile.

È anche apprezzabile una notevole economia narrativa che riduce al minimo indispensabile i tempi morti ed entra subito nel vivo della questione, dando al pubblico, sin dal prologo, una precisa idea di cosa sta per vedere. I personaggi sono appena abbozzati, ma svolgono puntualmente la loro funzione narrativa grazie anche a delle buone interpretazioni, con un istrionico Troy Kotsur (Oscar per CODA - I segni del cuore) e una volitiva Johnny Sequoyah in particolare evidenza.

L'introduzione di un paio di personaggi piuttosto insignificanti nell'ultimo terzo di film e con la sola funzione di essere carne da macello stempera un po' la tensione, recuperata però con un finale pirotecnico e vivace che non dovrebbe deludere gli spettatori. Lo scimpanzé è realizzato in modo sufficientemente credibile e gli effetti speciali sono all'altezza, così come l'ambientazione hawaiana a tratti spettacolare. In definitiva, il film non riserva particolari sorprese, ma offre un solido intrattenimento e funziona in relazione a ciò che di certo si proponeva: divertire e spaventare.