Un film di Ric Roman Waugh. Con Gerard Butler, Morena Baccarin, Tommie Earl Jenkins, Trond Fausa, Amber Rose Revah, Roman Griffin Davis, William Abadie, Gordon Alexander, Nathan Wiley, Peter Polycarpou, Alex Lanipekun, Sidsel Siem Koch, Gianni Calchetti, Tommi Thor Gudmundsson, Gunnar Bersi Björnsson, Leah Perkins, Antonio De Lima, Gina Gangar, Richard Everett, Gísli Örn Garðarsson, Neil Bell (II), Andre Squire, Ken Nwosu, Sophie Thompson, Anthony Knight, Bradley Connor, Jules Dousset, Pétur Eggerz, Roger Dale Floyd, Scott Glenn. Genere Azione - USA, 2025. Durata 98 minuti circa.Il sequel di Gerard Butler torna protagonista di un disaster movie: qui vedremo le conseguenze di una catastrofe mondiale.di Pedro Armocida
Cinque anni dopo l'impatto della cometa Clarke che ha devastato la Terra, la famiglia Garrity è sopravvissuta rifugiandosi in un bunker in Groenlandia. Ma quando anche quell'ultimo baluardo viene distrutto, John Garrity, sua moglie Allison e il figlio Nathan sono costretti a tornare in superficie.
Il mondo che li attende è irriconoscibile: un pianeta ferito, segnato da catastrofi climatiche continue e da una umanità ridotta allo stremo. Tra le macerie di un'Europa congelata e ostile, i Garrity intraprendono una migrazione disperata verso la Francia, dove si dice possa esistere un nuovo luogo in cui ricostruire la civiltà.
Sequel del film che nel 2020 fu tra le prime a riportare con successo anche nel nostro Paese il pubblico in sala dopo il lockdown, Greenland 2 - Migration è un film post-apocalittico che lavora sull'accumulo di tragedie senza mai raccontarne nessuna in profondità.
Ancora una volta al centro di tutto è la famiglia Garrity che deve riuscire a mettersi in salvo dopo che il bunker in cui si era rinchiusa in Groenlandia nel primo episodio, si trasforma improvvisamente in un luogo non sicuro. Delle migliaia di persone che vivono lì dentro da anni siamo portati, dalla regia adrenalinica ma scialba dello specialista Ric Roman Waugh (il regista statunitense che ha un altro film d'azione in uscita, Missione Shelter con Jason Statham), a concentrarci solo su John Garrity (Gerard Butler), sua moglie Allison (Morena Baccarin) e il figlio Nathan (Roman Griffin Davis) che, a dire il vero, non sembra abbiano fatto grandi amicizie visto che, nella fuga, non si interessano di nessuno. Il capofamiglia (termine non usato a caso) questa volta giura che porterà i suoi cari nella nuova terra promessa che si trova addirittura in Francia. Questo obiettivo consente al film di imbarcarsi per mari e attraversare montagne accumulando tutta una serie di tragici eventi che porterebbe qualche superstizioso ad accomunare alla famiglia Garrity il termine di 'iella'. Sì, perché ovviamente ai tre, nel loro peregrinare, dalla Groenlandia, su una scialuppa in avaria, al Regno Unito, dove sbattono casualmente grazie alle correnti oceaniche, proprio sui palazzi di Liverpool sommersa dalle acque, fino alla zona in Francia dove il cratere del meteorite Clarke ha prodotto un ecosistema simile all'Eden se non fosse per la computer grafica che non ci crede molto, succede proprio di tutto.
Usiamo un po' di ironia perché la sceneggiatura firmata da Chris Sparling e Mitchell LaFortune induce inevitabilmente a una certa involontaria comicità visto che, ovunque la famiglia passi, si produce un nuovo disastro (emblematica la sequenza delle traballanti scalette su una frattura sulla Manica che, al contrario della zona di Liverpool, è prosciugata dal mare). Ma il tema del viaggio catastrofico è naturalmente un topos di questo tipo di film che dovrebbe però consentire un approfondimento dei personaggi contraddistinti da un certo arco narrativo, qui disperso in mille rivoli. Anche le tappe dell'on the road, dalle situazioni caratterizzate dal pericolo costituito proprio dagli umani che rispondono al principio dell'homo homini lupus ai momenti di maggiore umanità di alcune situazioni, come quella della casa di cura per malati di Alzheimer in Inghilterra o la famiglia francese che gli affida la figlia adolescente, sono trattati con una profondità che suona sempre un po' artificiosa.
In questo senso non aiuta molto la recitazione di Gerard Butler che sembra non essere a suo vero agio né nelle scene di azione né in quelle in cui il suo personaggio deve toccare vette drammatiche. Un po' spaesata appare pure Morena Baccarin che dovrebbe rendere credibile un personaggio più umano degli altri, sia nel cercare di accogliere all'inizio dei migranti (ma poi chiude le porte della scialuppa di salvataggio in faccia alle persone con cui ha vissuto per anni) che nelle difficili scelte etiche a cui è chiamata la famiglia in fuga. Anche la regia appare un po' scolorita, incerta se accelerare sull'action o sull'introspezione dei personaggi tenendosi alla fine in una sorta di mediocritas poco aurea.