Un film di Sam Raimi. Con Rachel McAdams, Dylan O'Brien, Dennis Haysbert, Chris Pang, Xavier Samuel, Thaneth Warakulnukroh, Kristy Best, Bruce Campbell. Genere Horror - USA, 2026. Durata 113 minuti circa.Un fim che si snoda tra satira e apologo morale, confermando Raimi come regista energico e ironicoDue colleghi si ritrovano improvvisamente naufraghi su un'isola deserta dopo essere gli unici sopravvissuti a un disastro aereo.di Andrea Fornasiero
Linda Liddle è una donna che vive sola con il proprio uccellino, ma il CEO dell'azienda ha
riconosciuto le sue doti e la ha promesso una promozione. Purtroppo l'uomo è poi morto
ed è stato sostituito dal figlio Bradley, che preferirebbe di gran lunga promuovere il suo
compagno di confraternita, un giovane rampante che si appropria del lavoro di Linda, ma
che sa presentarsi molto bene. Linda invece cura poco il suo aspetto e questa sciatteria la
rende sgradevole al superficiale Bradley, che comunque la vuole su un aereo privato per
sfruttare ancora una volta le sue doti matematiche. Qui Linda viene nuovamente umiliata
da Bradley e dai suoi "bros", ma un incidente finirà per far precipitare lei e Bradley su
un'isola deserta. La preparazione della donna, che sogna da anni di diventare una
concorrente dello show "Survivor", si rivela molto preziosa arrivando a ribaltare il rapporto
di potere tra lei e il suo capo.
Il nuovo film di Sam Raimi si snoda tra satira e apologo morale, del genere chi la fa
l'aspetti, dimostrando come il potere sia una irresistibile sirena capace di renderci tutti
mostruosi, uomini o donne, vittime o carnefici.
Send Help arriva ben diciassette anni dopo l'ultimo film di Raimi che possiamo
davvero considerare suo, e non frutto di compromessi con gli studios, ossia Drag Me
to Hell. Dopo tutto questo tempo è quindi graditissima la conferma che il regista non
ha perso la sua energia né la sua ironia, è invece un peccato la sua carriera abbia subito
un tale disallineamento da Hollywood. A differenza di Drag Me to Hell, il nuovo
film non è sceneggiato dallo stesso Raimi, ma si avvale di due penne a loro volta inattive
da diversi anni, Damian Shannon e Mark Swift, cresciute come il regista nel genere horror
e poi schiantate da un flop realizzato per gli Studios: Baywatch. Send
Help si configura così come un riscatto per l'intero team creativo, e riesce
ampiamente nell'intento, con le sue zampate di ferocia, con i tocchi comici e con l'attualità
del tema.
La questione dei rapporti di potere sul posto di lavoro, quella dei "Nepo baby" ossia i
raccomandati figli dei potenti, e quella dei maschi che fanno gruppo (o branco se preferite)
e tolgono occasioni alle donne, sono tutte questioni molto discusse dei nostri giorni. Raimi
e i suoi sceneggiatori non le affrontano però con la pedanteria di chi vuole dare una
lezione sulle ingiustizie del mondo, bensì con il gusto sadico e beffardo di chi ama i
paradossi e si chiede se, come in matematica, il risultato non resti forse lo stesso anche
ribaltando i fattori. Linda, con le sue capacità di bushcrafting, si costruisce ripari su una
spiaggia tropicale e riesce persino a cacciare e cucinare un cinghiale, o a preparare sushi
dal pesce che pesca. Bradley invece, pur essendo un uomo atletico, resta ferito
nell'incidente aereo ed è quindi del tutto in balia di Linda.
Sembra un giusto contrappasso,
ma la donna si rivela via via capace di scelte forse anche più crudeli di quelle che aveva
fatto in precedenza Bradley. One Way or Another canta infatti Blondie sui titoli
di coda: è la canzona preferita di Linda, ma è anche una lettura del film stesso: del resto
questo sguardo sull'immoralità degli uomini non è nuovo per il regista di Soldi
Sporchi.
Raimi ci mette poi il suo gusto di messa in scena, con scene che godono a essere
eccessivamente splatter, per esempio la sopracitata caccia al cinghiale, e non manca
nemmeno l'easter egg di un demone morto vivente come quelli di La casa,
grazie a una sequenza allucinata. Una menzione d'onore va elargita a Rachel McAdams,
che nel film si trasforma da brutto anatroccolo a feroce cigno, mentre alla sua nemesi
interpretata da Dylan O'Brien non riesce una analoga trasformazione. Da una parte è la
sceneggiatura a concentrarsi sull'arco narrativo di Linda, assai più che su Bradley,
dall'altra però McAdams si conferma attrice di tutt'altra caratura rispetto a O'Brien.
L'incontro tra lei e Raimi sul set di Dottor Strange nel multiverso della follia,
nonostante la piccolissima parte che era riservata all'attrice, ha decisamente dato buoni
frutti.