IL PICCOLO YETI

Locandina Un film di Jill Culton, Todd Wilderman. Con Chloe Bennet, Tenzing Norgay Trainor, Albert Tsai, Eddie Izzard, Sarah Paulson, Tsai Chin, Michelle Wong (III), Joseph Izzo, Rich Dietl, James Hong, Trevor Devall, David P. Smith, Walt Dohrn, Rupert Gregson-Williams. Genere Animazione - USA, Cina, 2019. Durata 97 minuti circa.


Trama

Yi è una ragazzina solitaria, che si riempie la giornata di lavoretti per guadagnare quanto le serve a fare il viaggio attraverso la Cina che sogna di fare. Avrebbe dovuto farlo con suo padre, ma lui non c'è più, ed è anche per questo che Yi non sopporta di stare in casa, perché niente è più come prima. Si è creata un suo angolino sul tetto ed è proprio qui che, una sera, s'imbatte in una zampa enorme: niente meno che quella di un cucciolo di Yeti, ferito, spaventato e inseguito da un collezionista senza scrupoli. Lo chiamerà Everest e, per riportarlo a casa, sugli splendi monti dell'Himalaya, Yi viaggerà attraverso paesaggi naturali meravigliosi, resi ancora più emozionanti dalla musica del suo violino e dalle doti magiche di Everest.

Anche il film di Jill Culton sembra possedere qualche qualità nascosta, per come il risultato supera magicamente l'insieme delle parti.

Non è certo la prima volta che un film di animazione porta in scena la strana coppia umano/creatura selvaggia (la stessa Culton, quando era alla Pixar, ha lavorato ad un capolavoro del genere quale Monsters & Co.), né la prima volta che la creatura domanda di essere riaccompagnata nel suo mondo (dai tempi di "E.T. Telefono Casa" in poi, è anzi difficile che questo non avvenga) ma Il Piccolo Yeti presenta, se non tratti di novità, di certo una sua peculiarità, che lo tiene prodigiosamente a galla sopra un oceano di luoghi narrativi comuni.

Il peloso e tenero Everest canta e s'illumina come Rapunzel e ricorda nello sguardo lo Sdentato di Dragon Trainer, mentre il facoltoso Burnish non può non far pensare al cacciatore di beccaccini Charles Muntz (Up) e alcuni dialoghi di Yi con la mamma e la nonna sembrano rubati a Inside Out, eppure Il Piccolo Yeti riesce a non fare di questi rimandi delle scopiazzature involontarie bensì delle piccole colonne di un genere al quale aderire alla perfezione ma con una personalità propria, visiva e narrativa. Merito di una scrittura intelligente, che lavora sul sottotesto tanto quanto su quello di superficie.

Così, la bambina "orso", che non passa il tempo a farsi i selfie con gli amici ma a sognare l'avventura, incontra un "orso" vero, gigantesco e leggendario, ma più simile a lei di quanto si possa pensare: piccoli entrambi, ma dotati di una perseveranza degna delle carpe koi, Yi e Everest, insieme agli amici Peng e Jin, superano ostacoli geografici e interiori, per riportarsi vicendevolmente a casa, al di là della fase di crisi.

Un film con una forte dominante femminile, che si apre a piccoli grandi momenti di fantasia, valorizza la poesia della natura e fa leva sulle emozioni in maniera onesta e diretta, raccontando ai bambini un'avventura più grande di loro ma sedendosi, per farlo, esattamente alla loro altezza.