APPENA UN MINUTO

Locandina Un film di Francesco Mandelli. Con Max Giusti, Paolo Calabresi, Dino Abbrescia, Susy Laude, Luigi Luciano, Loretta Goggi, Mirko Frezza, Massimo Wertmüller, Antonello Fassari, Carolina Signore, Francesco Mura, Alessandro Aleotti, Andrea Delogu. Genere Commedia - Italia, 2019. Durata 93 minuti circa.Una commedia diretta con entusiasmo e ingenuità. Brillano i siparietti comici ma non mancano le lacune tecnicheClaudio ha 50 anni, è un agente immobiliare, spiantato, separato dalla moglie che l'ha lasciato per il "Re della Zumba", e mal tollerato e criticato dai due figli.di Paola Casella


Trama

Claudio è un cinquantenne che vive ancora a casa della mamma, dopo essere stato lasciato dalla moglie per il proprietario di una palestra con spa. L'ex moglie ha portato con sé i figli e Claudio, che ha assistito anche al fallimento del negozio di famiglia ereditato (controvoglia) dal padre, passa le giornate con due amici sfigati come lui: il barista Simone e il faccendiere Ascanio. È proprio Ascanio a convincere Claudio a prendere la decisione che gli cambierà la vita: sostituire al suo vecchio cellulare uno smartphone acquistato a poco prezzo presso un negozio cinese. Quello smartphone infatti ha lo straordinario potere di far tornare indietro il suo proprietario nel tempo per un minuto esatto, cioè abbastanza a lungo da modificare il corso degli avvenimenti appena accaduti.

Appena un minuto è appunto il titolo della commedia diretta da Francesco Mandelli, e presenta tanti pregi quanti difetti.

Fra i pregi c'è sicuramente Max Giusti, che oltre a interpretare il ruolo di Claudio ha concepito l'idea originale del film e ne ha coscritto la sceneggiatura insieme a Igor Artibani, Giuliano Rinaldi e Giovanni Bognetti: la bonomia di Giusti, la sua ingenuità e il suo senso dei tempi comici permeano tutta la narrazione, rendendo gradevoli anche i passaggi più improbabili. Fra i difetti c'è proprio la sceneggiatura che, se da un lato crea siparietti comici a volte divertenti, dall'altro non sviluppa a dovere l'idea base della storia, che invece aveva un notevole potenziale, nonostante andasse ad inserirsi in un filone cinematograficamente già molto sfruttato (si pensi solo a Ricomincio da capo).

I siparietti comici funzionano anche perché alcune coppie di attori hanno fra loro una chimica speciale: vale per Giusti e Loretta Goggi che interpreta il ruolo della madre e Massimo Wertmüller che ricopre quello del padre, e vale anche per Giusti ed il sempre affidabile Paolo Calabresi (Ascanio) o l'incontenibile Mirko Frezza (Sampei). Anche il cammeo del rapper J-Ax e quello del colonnello Massimo Morico riescono a far sorridere. Ma spesso le battute e le gag risultano infantili e alcune caratterizzazioni sono davvero stereotipate, come quella del figlio di Claudio che intercala lo slang da trapper ("bitch") a qualunque sua battuta di dialogo.

Anche la regia ha una doppia valenza: da un lato ci sono molte ingenuità (nessuno chiude le porte di ingresso, ad esempio), errori di continuità e inquadrature amatoriali; dall'altro l'entusiasmo e la voglia di imparare sul campo di Mandelli lasciano spazio a improvvisazioni, intuizioni e sorprese che creano piccole occasioni di anarchia narrativa e lasciano sperare che l'ex "solito idiota" riesca in futuro ad esprimersi più compiutamente conservando quel piacevole margine di libertà espressiva, ma facendo leva su una professionalità tecnicamente più solida.