Un film di Alessandro Genovesi. Con Luca Argentero, Valentina Lodovini, Licia Maglietta, Chiara Pasquali, Martina Bernocchi, Carlo Alberto Matterazzo, Alessandro Bressanello. Genere Commedia - Italia, 2025. Durata 100 minuti circa.
Alessandro è sposato con Margherita, ipercritica e visibilmente insoddisfatta, ha una suocera che vive in casa con loro e che non manca di sottolineare che Margherita avrebbe potuto trovare di meglio, e tre figli: gli adolescenti Alice e Leo - lei polemica, lui cannaiolo - e la piccola Anna, che per il suo compleanno ha chiesto a tutta la famiglia di accompagnarla a Gardaland. Alessandro si è licenziato dal suo lavoro di copyright tre anni prima e a 53 anni non riesce a trovare un nuovo lavoro, mentre Margherita è un medico affermato e intrattiene da tempo una relazione segreta con un collega. Il quadro è abbastanza devastante, e infatti a Gardaland Alessandro esprime il desiderio di cambiare famiglia. Naturalmente viene accontentato, ma nel modo peggiore possibile: ognuno dei componenti della famiglia assume infatti l'identità di un altro componente, generando situazioni surreali a catena.
La chiave della cattiva riuscita di Una famiglia sottosopra, remake della commedia francese Le sens de la famille - Indovina chi? di Jean-Patrick Benes, sta forse proprio nel non comprendere che anche una serie di situazioni surreali, per funzionare anche a livello comico, deve mantenere un minimo di aderenza alla realtà.
Qui invece niente ha alcun senso umanamente riconoscibile, né il tratteggio dei personaggi, né le dinamiche fra di loro, né gli ambienti in cui si muovono o le circostanze lavorative che affrontano. Va bene l'esagerazione comica, ma senza un minimo riscontro reale si finisce per parlare di... marziani.
Tra l'altro il botteghino, oltre che la critica, ha più volte dimostrato che i remake delle commedie francesi, che spesso già hanno funzionato poco nella loro versione originale, non paga in Italia, e questa poca aderenza alla nostra società e alle nostre tipologie umane è forse parte della spiegazione.
In aggiunta il fatto di moltiplicare per sei un meccanismo che già a due comporta notevoli sfide di scrittura (qui firmata dal regista Alessandro Genovese insieme a Giulio Carrieri), e che raddoppiato funziona meno che a due (vedi il recente Quel pazzo venerdì, sempre più pazzo), con sei persone che si scambiano i ruoli (ma non le apparenze o le voci) diventa davvero faticoso per lo spettatore, che ringrazierà il cielo ogni volta che i personaggi indossano post it o t-shirt identificative di chi sono diventati.
Il cast fa quello che può per rendere un minimo credibile questa situazione, e i migliori in campo sono Valentina Lodovini nei panni di Margherita e Carlo Alberto Materazzo in quelli di Leo, diventati rispettivamente Alessandro e Anna. Ma davvero la fatica di ricordarsi chi è chi, e la mancanza di una qualsiasi autenticità, rendono il tutto veramente oneroso.
L'unico momento di (dolorosa, ma anche potenzialmente comica) rispondenza con la realtà riguarda la precarietà lavorativa di Alessandro e la sorte contemporanea dei lavoratori del settore creativo. Alla fine Una famiglia sottosopra principalmente solo come spottone per Gardaland, dove sono ambientate due lunghe scene.