SULLE ALI DELL'AVVENTURA

Locandina Un film di Nicolas Vanier. Con Jean-Paul Rouve, Mélanie Doutey, Luis Vasquez, Lilou Fogli, Frédéric Saurel, Gregori Baquet, Dominique Pinon, Philippe Magnan. Genere Avventura - Francia, 2019. Durata 113 minuti circa.Il nuovo film per famiglie di Nicolas VenierLa storia vera di Christian Moullec, soprannominato "birdman" (l'uomo uccello) per aver dedicato la sua vita ad allevare e addestrare oche orfane, volando letteralmente con loro.di Marianna Cappi


Trama

Christian si è separato da Paola e si è trasferito lontano dalla città, in Camargue, dove ha elaborato un piano, al limite della legalità, per salvare le oche selvagge dall'estinzione. A bordo del suo ultraleggero vorrebbe indicare loro una rotta migratoria alternativa, che le porti sane e salve dalla Norvegia fino a casa, nel sud della Francia, preservandole dallo scontro mortale con cavi elettrici, carenza di cibo, aeroporti, inquinamento luminoso e bracconaggio. Suo figlio adolescente Thomas, costretto a passare le vacanze col padre, lontano dai videogiochi, si scoprirà pian piano altrettanto appassionato al progetto e diventerà il protagonista di un'avventura incredibile, nei cieli d'Europa.

Ispirato alla storia vera dell'ornitologo Christian Moullec, il film di Nicolas Vanier si porta dietro, come Thomas con le oche, anche un'altra serie di riferimenti illuminati.

Tanti i riferimenti: dal "Popolo Migratore" di Jacques Perrin al classico testo di Konrad Lorenz, "L'anello di re Salomone", che tra le altre cose racconta l'importanza dell'imprinting, anche se l'unico libro che Vanier cita esplicitamente è Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson di Selma Lagerlöf, racconto di formazione e di presa di coscienza, da parte del piccolo Nils, dei diritti e dei doveri degli esseri umani nei confronti degli animali che popolano il nostro pianeta.

Non c'è dubbio, infatti, che Sulle ali dell'avventura sia un film che mira allo stesso scopo e unisce giustamente il fascino per le esplorazioni naturalistiche che da sempre caratterizza la vita e il cinema di Vanier con le contemporanee istanze ecologiste sostenute in primo luogo dai giovani, preoccupati di fare la fine delle oche selvatiche e di estinguersi per colpa della pigrizia e della malafede di una politica che non pensa in prospettiva ma agisce soltanto a corto e opportunistico raggio.


In un primissimo tempo, il progetto del regista era quello di girare un documentario, e allo stile documentaristico è rimasto affezionato, anche se poi ha obbedito anche alle richieste delle finzione costruendo un binario parallelo tra l'avventurosa impresa di riportare a casa le oche e l'impresa non meno scontata di riunire la famiglia umana.

Nel tentativo di lasciare soltanto sullo sfondo le vicende sentimentali degli adulti, per sgomberare la scena a favore del vero soggetto del film, le ha trattate in maniera un po' meccanica e sbrigativa, tanto che ci si chiede se il documentario tout court non sarebbe stata la scelta migliore, ma sicuramente la presenza di Louis Vazquez e della traccia narrativa legata ai genitori contribuisce a tenere viva l'attenzione del pubblico più giovane, rendendo il film perfetto come proposta scolastica e familiare.

Non un capitolo visionario, dunque, ma un episodio cinematografico positivo, tecnicamente all'avanguardia (la stabilità delle riprese aeree è ottima), che risponde alla domanda più urgente del nostro tempo: quella di uscire di casa e fare qualcosa per salvare il salvabile, mettendosi in gioco a partire dal proprio piccolo e dalla propria famiglia.