ATTACCO AL POTERE 3 - ANGEL HAS FALLEN

Locandina Un film di Ric Roman Waugh. Con Gerard Butler, Morgan Freeman, Holt McCallany, Piper Perabo, Jada Pinkett Smith, Lance Reddick, Michael Landes, Sapir Azulay, Mark Rhino Smith, Ori Pfeffer. Genere Azione - USA, 2019. Durata minuti circa.


Trama

Mike Banning inizia a sentire il peso degli anni e gli acciacchi delle molte concussioni subite nella sua carriera di salvatore di Presidenti degli Stati Uniti. Ma questo è un lavoro che non conosce soste e così, proprio mentre gli sta venendo offerto un più tranquillo incarico d'alta responsabilità, ecco che uno stormo di droni esplosivi scende in picchiata sul Presidente in vacanza di pesca al lago. Il capo di Stato finisce in coma e Banning si ritrova incastrato come capro espiatorio per la congiura. In fuga sia dai cospiratori che vogliono metterlo a tacere, sia dall'FBI che lo ritiene colpevole, non ha che una persona a cui chiedere aiuto: suo padre, survivalista armato pesantemente che fa l'eremita paranoico tra i boschi e disprezza la tecnologia informatica.

L'incontro tra i personaggi di Gerard Butler e Nick Nolte dona momenti di levità a un film che, considerata la pochezza dell'intreccio riciclato, si prende decisamente troppo sul serio.

Purtroppo le scene con Nolte sono poche (e quella subito dopo l'inizio dei titoli di coda è pure imbarazzante) così tocca assistere a quasi due ore di prevedibilissimo intrigo che si dipana tra una sparatorie, scazzottate e inseguimenti del tutto generici e intercambiabili con quelli di mille altri film d'azione. Il tentativo del regista ex stuntman Ric Roman Waugh di dare peso drammatico al protagonista con i ricordi e le ferite di guerra è malamente attaccato e finisce solo per rallentare l'azione, che è poi tutto quello che si chiede a un titolo di questo tenore.

Purtroppo l'esperienza negli stunt non è bastata a Waugh per coreografare sparatorie che non sembrassero già straviste, con tanto di ralenti iniziali che sembrano una cutscene di Call of Duty, e neppure la sua esperienza con vittime di disturbo post-traumatico da stress, cui ha dedicato il documentario del 2015 That Which I Love Destroys Me, riesce a dare peso drammatico ai personaggi di Butler e Nolte. Il secondo sembra il consueto eremita sciroccato, quasi una spalla comica e infatti è in questo senso che funziona meglio, il primo invece dovrebbe essere un sorta di drogato d'adrenalina che non può fare a meno dell'azione. Un po' come il protagonista di The Hurt Locker nell'intento, ma con un risultato infinitamente più banale.


Attacco al potere 3 ha il tipico intreccio di una stagione di 24, con attentato spettacolare e conseguente caccia all'uomo dove l'eroe deve non solo dimostrare la propria innocenza, ma pure salvare il Presidente in fin di vita e con lui il mondo sulla soglia di una militarizzazione spinta. Al posto dei 24 episodi tutto si articola in due ore, ma non se ne ricava alcun incremento di tensione, anzi ogni cosa appare generica e improbabile e, a parte per l'attacco dei droni basato su tecnologie reali, il resto è ben poco ispirato.

Tra l'altro non mancano passaggi dalla logica bizzarra: visto che niente ostacola i droni e il loro bersaglio è il Presidente non si capisce perché perdano tempo ad attaccare gli uomini sulle sponde, incapaci di fermarli, anziché puntare diretti al capo di Stato. Addirittura a un certo punto i cospiratori sono pronti a far crollare un'intera ala di un ospedale e, dopo che hanno visto il Presidente entrare in un altro edificio fanno comunque crollare il primo: così, senza un perché se non buttarci un po' di catastrofe in computer graphic. Oltretutto nemmeno ben realizzata, visto che il fumo in CGI qui rende alcune inquadrature semplicemente inguardabili.

Ma tirare via sembra essere stato il leit motif della produzione, a partire dal fatto che la moglie di Butler ha cambiato attrice e come niente fosse ora al posto di Radha Mitchell c'è Piper Perabo, perché tanto della moglie in questi film non importa a nessuno e tantomeno ai produttori. Pure il resto del casting non brilla: Morgan Freeman fa il Presidente con sorniona e un po' annoiata abitudine, ma è un deja vu, e che dire di Danny Huston che ha uno dei "colpi di scena" più consueti della sua carriera? Certo Nick Nolte ci mette una scintilla di vitalità e ironia, ma decisamente non è abbastanza.