THE QUAKE - IL TERREMOTO DEL SECOLO

Locandina Un film di John Andreas Andersen. Con Kristoffer Joner, Ane Dahl Torp, Kathrine Thorborg Johansen, Jonas Hoff Oftebro, Edith Haagenrud-Sande, Hang Tran, Ravdeep Singh Bajwa, Ingvild Haugstad, Stig R. Amdam, Catrin Sagen, Per Frisch. Genere Azione - Norvegia, 2018. Durata 106 minuti circa.


Trama

Kristian si è abbandonato alla depressione. Non riesce a convivere con il senso di colpa per quanto avvenuto tre anni prima a Geiranger, quando ha salvato la sua famiglia ma sono morte 250 persone. Quando viene a sapere della scomparsa del collega Konrad Lindblom, che stava indagando sulle cause della tragedia e sull'ipotesi di un terremoto imminente, Kristian non ha più dubbi. Sotto la superficie di Oslo si sta muovendo qualcosa.

L'onda di The Wave aveva origine da un terremoto, ma la sequenza cinematografica è invertita. Prima è toccato allo tsunami di Roar Uthaug a un successo straordinario e inatteso, talmente clamoroso da sospingere il regista verso Hollywood (Tomb Raider).

Ora tocca alle scosse telluriche di The Quake e il testimone passa a John Andreas Andersen, direttore della fotografia promosso a regista, che cala la vicenda tra i colori desaturati di una Oslo che suggerisce un disastro imminente già dall'incipit. Andersen si mantiene fedele all'originale per spirito e struttura: un'ortodossia persino eccessiva, che ha come conseguenza diretta un avvio lento verso il climax, in cui sono protagonisti i sentimenti della famiglia di Kristian, Idun, Sondre e Julia.

Paura, senso di colpa, inadeguatezza e depressione si mescolano nell'animo ferito di Kristian, che ama i propri cari ma non può più gestire la situazione. Perché ci sono situazioni in cui esserci con la mente e con il corpo è più importante che stare con la propria famiglia, sentenzia senza giri di parole il nostro. Una creatura ossessionata dalla catastrofe e dal nome messianico, che riprende vita solo per salvarne altre, tra il Jeff Bridges di Fearless e il Richard Dreyfuss di Incontri ravvicinati del terzo tipo. Quando infine il disastro si avvicina, Andersen dimostra di saper dosare a dovere la tensione, senza mai scadere in un sentimentalismo da pornografia delle emozioni né arrendersi alla computer grafica più chiassosa, croce delle produzioni hollywoodiane di genere catastrofico.

The Quake gioca di sottrazione, evita i rischi, si adagia sulle consuetudini e riserva all'epilogo la furia degli elementi, con un sistema letale di piani inclinati degno della Chicago a pezzi di Transformers 3. La gestione spielberghiana delle dinamiche familiari in un contesto da fantascienza lasciano posto all'applicazione di un contrappasso implacabile, che punisce e premia con proporzionalità diretta rispetto all'atteggiamento dei personaggi.

Chi antepone il lavoro alla famiglia o alla possibile catastrofe ne paga il prezzo, così come chi non crede nel terremoto o nella "profezia scientifica" di Kristian.
The Quake stupisce meno di quanto si vorrebbe, specie perché arriva dopo un exploit a cui si accoda troppo e troppo presto; ma rimane un esempio di gestione del gigantismo scenografico alternativa al canone hollywoodiano e degna di rispetto, specie nella brutalità con cui sacrifica inaspettatamente i personaggi.