HOTEL ARTEMIS

Locandina Un film di Drew Pearce. Con Jodie Foster, Sterling K. Brown, Sofia Boutella, Jeff Goldblum, Brian Tyree Henry, Jenny Slate, Zachary Quinto, Charlie Day, Dave Bautista, Kenneth Choi. Genere Azione - Gran Bretagna, 2018. Durata 94 minuti circa.Una produzione taglia e cuci dalla genesi travagliata che sperpera l'aura da B movie à la John CarpenterUna storia ambientata nel mondo della criminalità, in un contesto prossimo futuro, dove esiste un ospedale per fuorilegge.di Emanuele Sacchi


Trama

2028. Sherman e Lev rapinano una banca durante il giorno dell'annunciata rivolta di Los Angeles, scoppiata in seguito alla privatizzazione dell'acqua. Dopo una sparatoria con la polizia Lev rimane gravemente ferito e per salvargli la vita non resta che Hotel Artemis, la clinica segreta riservata a una ristretta cerchia di fuorilegge. Ben presto la collisione tra la tensione interna all'Artemis e quella sulle strade di Los Angeles porterà a una escalation di violenza.

Ci sono film che evidenziano sin da subito la propria travagliata genesi: è il caso di Hotel Artemis, con una sceneggiatura che viene da molto lontano e una produzione che evidenzia qualche gap di troppo tra ambizioni e budget.

Il risultato è che le idee migliori di Drew Pearce - ricercatissimo sceneggiatore di Hollywood, con all'attivo titoli come Iron Man 3 e Mission Impossible: Rogue Nation - sono nel frattempo già state riproposte o inconsapevolmente fagocitate in altri titoli di genere. Come la fortunatissima saga di John Wick, ad esempio, costruita attorno all'hotel Continental e alle sue regole, straordinariamente simili a quelle di Hotel Artemis.

In entrambi gli alberghi-rifugio non si possono commettere omicidi tra "clienti" dell'hotel (benché puntualmente avvengano), si viene accolti solo se si appartiene a una ristretta élite, e così via. Ma, a differenza del Continental di John Wick, che all'interno del suo particolare microcosmo fumettistico acquisisce senso e credibilità, Hotel Artemis non riesce mai a diventare tangibile nella finzione né ad agevolare la sospendere l'incredulità. Colpa di un personale pressoché inesistente - gli ospiti ricorrenti si contano sulle dita di una mano - dello spazio in cui si svolge l'azione limitato a poche stanze - quando si suppone che si tratti di un edificio distribuito su più piani - e infine di un'insegna luminosa gigante, in totale contraddizione con la segretezza del luogo.

Tante piccole sbavature che danno l'impressione di una produzione travagliata, ricucita a strappi, che sperpera il capitale di un B movie in stile John Carpenter nella distopia di La notte del giudizio, con un cast variegato ma fuori controllo. Sembra infatti appartenere al regista di Distretto 13: Le brigate della morte l'ambientazione western, con un albergo in cui sono assediati i personaggi, mentre fuori si scatena una sorta di armageddon.

Qualche cameo convince, come Jeff Goldblum nei panni del boss del crimine che veste i sandali, o Dave Bautista, abbonato al ruolo dello spaccatutto di buon cuore. Ma Hotel Artemis ruota attorno al personaggio di Jodie Foster, infermiera-custode che nasconde un cuore di madre, e la grande attrice è fuori registro dalla prima all'ultima scena, costantemente sopra le righe, quasi che il ruolo non la convincesse o che il make-up la infastidisse (perché dover invecchiare Jodie Foster che ha il dono di non invecchiare mai?).

Rimane pregevole il comparto tecnico - la fotografia di Chung Chung-hoon, collaboratore di fiducia di Park Chan-wook, e le musiche di Cliff Martinez, aficionado di Nicholas Winding Refn - probabile lascito di quel che Hotel Artemis avrebbe potuto essere.