IN VIAGGIO

Locandina Un film di Gianfranco Rosi. Con Jorge Mario Bergoglio. Genere Documentario - Italia, 2022. Durata 80 minuti circa.I viaggi di Papa FrancescoGianfranco Rosi ripercorre i viaggi del Papa impostando un dialogo a distanza tra il flusso dell'archivio dei viaggi del Papa, le immagini del suo cinema, l'attualità e la storia recente.di a cura della redazione


Trama

A nove anni dall'inizio del suo pontificato, Papà Francesco ha compiuto trentasette viaggi, dal primo a Lampedusa agli ultimi in Medio Oriente e in Canada. Nel frattempo ha visitato 53 paesi, tra Europa, America, Asia, Africa, affrontando nei suoi discorsi le grandi questioni aperte della contemporanea: la povertà, lo sfruttamento ambientale, i movimenti migratori, i conflitti fra le nazioni, la necessità di nuove forme di solidarietà, le responsabilità della Chiesa nei casi di pedofilia denunciati e insabbiati... Gianfranco Rosi ripercorre le missioni del Pontefice facendo dialogare le immagini ufficiali con i filmati d'archivio, alcuni frammenti dei suoi film e riprese effettuate per l'occasione.

La missione pastorale di Papa Francesco è andata delineandosi nel tempo come una testimonianza della sofferenza nel mondo: in un simile percorso Gianfranco Rosi ha cercato e trovato legami con il proprio lavoro.

Inevitabile, dunque, per il regista e per lo spettatore di In viaggio, trovare nelle immagini della visita a Lampedusa un'eco più che evidente di Fuocoammare (le voci agghiaccianti dei naufraghi che in mare chiedono aiuto, le missioni di salvataggio, l'accoglienza sull'isola) o in quelle dei viaggi in Iraq o Kurdistan un richiamo ai luoghi e alle storie di Notturno. In modo meno diretto, ma non per questo meno potente, si ritrova poi in Messico e in America Latina il contesto da cui nascevano i racconti di Sicario.

L'aspetto più interessante di In viaggio, e dunque la sua giustificazione nella filmografia del regista, è il legame fra la visione cosmopolita e umanista di Papa Bergoglio e lo sguardo documentaristico di Rosi. Non per forza una comunanza di idee tra i due soggetti, ma piuttosto una vicinanza di posizioni, di punti di vista. Non un dialogo diretto, come succedeva nel film di Wim Wenders Papa Francesco - Un uomo di parola, ma uno sguardo a distanza, un confronto.

Da documentarista Rosi osserva, confronta, amplia la prospettiva e usa le immagini per confrontarsi con il proprio soggetto. Il suo racconto non sta dalla parte di Francesco, bensì dietro (come mostrano molte delle riprese alle spalle del Pontefice sulla Papa-mobile), o di fronte, provando a scorgere debolezze e incertezze che sovente spezzano l'ufficialità dei discorsi scritti e delle riprese ufficiali.

Il film ha un andamento cronologico: Messico e Israele nel 2014, Filippine e Repubblica Centrafricana nel 2015, Cuba e Stati Uniti nel 2016, Giappone nel 2019, Iraq nel 2021 e così via. Le immagini mostrano i discorsi, le folle festanti, le delegazioni in visita, montate con riprese generiche a cui le parole del Papa fanno riferimento: la povertà dei continenti sudamericano e africano, le catastrofi ambientali, le guerre, il mercato delle armi, i campi profughi e le città in macerie, lo sfruttamento, il ricordo del genocidio armeno, le colpe della Chiesa nei casi di pedofilia registrati in tutto il mondo o nell'annientamento delle popolazioni indigeni canadesi...

Grande comunicatore, Papa Francesco non si tira indietro di fronte ai problemi, soprattutto quando è lui ad avere la parola. Smonta le frasi fatte («La povertà non è una fatalità»), lancia accuse al mondo di cui fa parte (quando parla di «globalizzazione dell'indifferenza»), dà corpo attraverso il dialogo con la chiesa ortodossa o l'Islam all'ecumenismo della Chiesa, che per lui ha il significato di «camminare insieme».

Al tempo stesso, Rosi nota anche i momenti in cui la sua retorica cede all'istinto e sfugge al controllo dell'etichetta: è il caso, ad esempio, di una visita in Cile, in cui a una fedele che gli chiede spiegazioni sulla promozione del vescovo Barros (coinvolto in uno scandalo di pedofilia) Francesco risponde a muso duro di portare delle prove prima di lanciare accuse, salvo poi scusarsi con le vittime a fronte di migliaia di denunce depositate... Anche Rosi dunque non si tira indietro, accettando l'idea che il suo film prosegua in modo meccanico, di viaggio in viaggio, in modo piuttosto compilativo e didascalico, ma in questo modo riuscendo contestualizzare e verificare le parole del Papa.

Quella che un po' eccessivamente è stata definita una via Crucis del Pontefice, si chiude poi sui due eventi recenti ampiamente simbolici: la pandemia, con l'immagine ormai storica del Papa che prega solo in Piazza San Pietro, e l'Ucraina colpita dalla guerra, entrambe contingenze storiche che hanno confermato il ruolo decisivo e insieme vano - in quanto uomo fra gli uomini - di una figura in ogni caso decisiva del nostro tempo.