MEN IN BLACK - INTERNATIONAL

Locandina Un film di F. Gary Gray. Con Chris Hemsworth, Tessa Thompson, Liam Neeson, Emma Thompson, Rafe Spall, Rebecca Ferguson, Kumail Nanjiani, Nasir Jama, Viktorija Faith, Anatole Taubman, Ruth Horrocks, Bern Collaço, Joakim Skarli, Hiten Patel, Tuncay Gunes, Adrian Alvarado, Stephen Samson, Mandeiya Flory. Genere Azione - USA, 2019. Durata 115 minuti circa.


Trama

Molly è soltanto una bambina quando incontra una creatura aliena, che aiuterà a fuggire, e assiste all'intervento dei Men in Black senza farsi sparaflashare. Tutta la vita conserva il segreto dell'esistenza degli alieni, sperando un giorno di diventare un agente segreto in tailleur e cravatta neri. Irriducibile nel perseguire il proprio sogno, riesce finalmente a scovare il quartier generale dei Men in Black e a convincere l'Agente O a prenderla in prova. Abbigliata e armata, l'Agente M(olly) deve guadagnarsi sul campo il neuralizzatore e affiancare l'Agente H, indisciplinato e sbruffone. Tra Parigi e Marrakech finiranno per intendersi e salvare il mondo da mostri e talpe.

Voi li amate ma li dimenticherete, è la promessa di Men in Black: International a proposito degli agenti K (Tommy Lee Jones) e J (Will Smith), cacciatori di alieni una, due e tre volte. È in fondo l'ambizione di tutti i reboot quella di rubare la scena ai predecessori, resettare la memoria dello spettatore e mostrare i tesori inediti di questo e quell'altro mondo, quello cosmico e high-tech degli 'uomini in nero'.

Ventidue anni dopo il debutto di Men in Black, che impressionava gli appassionati di SF e pop culture, J e K vanno in pensione. A compensare il lutto è una nascita, quella di un duo di assi tuonante, contemporaneo, sexy e sufficientemente cool per girare pagina. Nuova recluta lei, mattatore dilettante lui, Tessa Thompson e Chris Hemsworth, già coppia semi-divina in Thor: Ragnarok, abbandonano martello e gladio per completo nero, orologio Hamilton e occhiali Ray-Ban.

Passando da una mitologia all'altra (dalla Marvel al MIB), i nostri si liberano dell'alter ego in spandex e 'rivestono' un genere diventato (quasi) obsoleto: il buddy movie che dominò gli anni Ottanta e Novanta. Fondato su due eroi spassosi dal carattere divergente che fanno di tutto per impressionare l'altro, il genere ha offerto il suo concept al primo Men in Black e una nuova opportunità al quarto capitolo della saga. Capitolo che rende obsoleto il titolo e una serie di film attribuiti agli uomini dalla nascita, reclutando una fanciulla al fianco dell'eroe con le spalle larghe. Chris Hemsworth riprende il ruolo dell'agente intrepido ed egocentrico che fu di Will Smith e Tessa Thompson incarna la stagista in prova che eccelle in tutto e apporta all'avventura il punto di vista femminile.

A dispetto del titolo e con l'indulgenza caustica di Emma Thompson, Men in Black si femminilizza ma poi regola la questione in due battute, aggiunge qualche effetto speciale alla causa #metoo e garantisce alle ragazze il diritto di imbracciare grandi fucili e di spararle grosse al cattivo di turno. E il Cattivo ha di nuovo il volto di Liam Neeson, che come il maggiordomo della celebre sentenza si sta guadagnando sullo schermo il titolo di colpevole (Widows - Eredità criminale). Alla testa della divisione britannica dei MIB, l'attore interpreta il grande agente T, sparaflashando i vigilanti giustizieri accumulati negli anni per indossare i panni degli (anti)eroi con l'aria contrariata e il desiderio di vendetta (Taken, L'uomo sul treno, Un uomo tranquillo).

Dopo Ocean's 8 e Ghostbusters, Men in Black: International si aggiunge ai blockbuster che scelgono una donna come eroina per richiamare un pubblico femminile e rivelarsi poi copie conformi agli originali. Resta da vedere se le spettatrici si accontenteranno di un riciclaggio di vecchie formule e di azioni culto declinate al femminile.

Se possiamo essere soddisfatte di vedere finalmente più donne eroine, la volontà non fa la qualità e nemmeno la rivoluzione di film come Wonder Woman (quello di Patty Jenkins). MIB: International resta tuttavia un divertissement ludico e à la page quanto basta per riscuotere l'approvazione del pubblico e riflettere le ultime tendenze, come la 'Chris Hemsworth gif' che ritarda il piacere della visione dell'Agente H.

Tra bestiario e arsenale, che conta anche un fucile a stella compressa, F. Gary Gray regola con scaltrezza l'attività terrestre sulla Terra, spostando i suoi agenti da New York a Londra, da Parigi a un'isola vulcanica al largo di Napoli. A mancare è il film nero e paranoico sporcato di pulp che faceva la ricchezza del film originale. Ad ogni modo godetevi lo spettacolo e i pantaloni rosa di Chris Hemsworth. Per tutti gli altri, quelli che vogliono dimenticare, basta al solito un colpo di flash.