MEMORY

Locandina Un film di Martin Campbell. Con Liam Neeson, Guy Pearce, Monica Bellucci, Taj Atwal, Ray Fearon, Harold Torres, Ray Stevenson, Louis Mandylor, Lee Boardman, Antonio Jaramillo, Atanas Srebrev, Scot Williams, Josh Taylor, Sigal Diamant. Genere Azione - USA, 2022. Durata 114 minuti circa.Nuovo action con Liam NeesonRemake del film belga del 2003 La memoria di un assassino.di Andrea Fornasiero


Trama

Alex è un sicario che sente di avvicinarsi all'Alzheimer, come già il fratello che ormai vegeta in casa di cura. Continua a ricevere contratti anche se vorrebbe ritirarsi, ma quando scopre che una delle vittime designate è una ragazzina si rivolta contro i suoi mandanti, che non tardano a cercare vendetta. La ragazzina era stata salvata da un giro di prostituzione minorile dall'agente dell'FBI Vincent Serra, che però non ha abbastanza prove per incastrare chi era dietro all'agghiacciante circuito di pedofilia. Tra Vincent e Alex inizia così una sorta di difficile collaborazione, mentre il più determinato poliziotto messicano Hugo vuole avere giustizia anche a costo di sporcarsi le mani.

Action nero con riflessioni sui limiti della giustizia, Memory è l'ennesimo film quasi di routine per Martin Campbell, che questa volta arriva però anche in sala, forse grazie alla presenza di Monica Bellucci.

La star italiana veste infatti i panni di una insolita villain: ricchissima e filantropa non è coinvolta in prima persona nel crimine ma vuole proteggere suo figlio. Contro di lei Liam Neeson impugna le armi, ma in Memory (per fortuna, in tempi di supereroi e superassassini) ci sono limiti a quello che un uomo solo può fare, anche se è un abilissimo sicario come lui. Allo stesso modo pure la giustizia ha le mani legate di fronte a una donna con agganci che arrivano fino a Washington e contro la quale non si trovano prove forti. Il più esasperato dalla situazione, deciso a infrangere le regole della divisa che porta, è il "vampiro" della serie ZeroZeroZero di Stefano Sollima, ossia l'attore Harold Torres che si conferma un volto intenso.

Remake di The Memory of a Killer di Erik Van Looy (tratto da un romanzo di Jef Geeraerts), Memory sposta l'azione da Anversa al confine tra Stati Uniti e Messico e gioca di typecasting, con due attori nelle loro parti più consuete: Liam Neeson micidiale anche se attempato e Guy Pearce detective tormentato. Entrambi, in altri film, verrebbero a capo del loro avversario, ma qui Campbell cerca di sovvertire le aspettative e si gioca un finale diverso, che però non può che risultare derivativo da Sicario e dunque non riesce a essere originale fino in fondo. Si apprezzano comunque le svolte insolite nella trama, soprattutto per quel che riguarda i due protagonisti, e si apprezza pure l'azione che abbia una brutalità velocissima, improvvisa come un vero scoppio di violenza e tutt'altro che esangue. Basta questo a fare di Memory un film che si eleva al di sopra della media degli action del prolifico Liam Neeson: un risultato non disprezzabile.

Rispetto al precedente The Protégé e pure all'ancora precedente The Foreigner, Campbell punta meno sulle scene d'azione. Probabilmente è una questione di budget: sono lontani i fastosi tempi dei suoi film di James Bond, affossati dall'iceberg di nome Green Lantern. Qualche che sia il motivo, in Memory lascia che siano soprattutto i duetti tra gli attori a portare avanti una vicenda piuttosto corale, che fa il possibile per evitare il manicheismo. Infatti alla secchezza di alcune scene di omicidio, dove spicca quello in una palestra con tapis roulant, ben si sposa la schiettezza di alcuni personaggi i quali, più che essere buoni o cattivi, si muovono dominati da obiettivi semplici e personali. Uno segue l'etica dei sicari e quindi un contratto è un contratto e non importa se ci va di mezzo un collega e amico, un altro invece fa parte di un corpo di polizia e non ha alcuna pietà di chi uccide agenti in divisa. La stessa villain, come si diceva, agisce per malinteso e amorale amore verso la propria famiglia, mentre uno degli "eroi" si rivela tanto legato alle regole da non averle sapute infrangere nemmeno per una vendetta sacrosanta. Saranno così figure più giovani, meno "eroiche" e spesso ai margini della vicenda, a emergere in un finale inatteso e ancora una volta di decisa asciuttezza.