Un film di Fabio De Luigi. Con Fabio De Luigi, Virginia Raffaele, Maria Gifuni, Alma Giardina, Anita Marzi, Arianna Gregori, Leon Castagno, Andrea Silvestrini, Enzo Casertano, Antonio Gerardi, Nicola Mayer, Beatrice Schiros. Genere Commedia - Italia, 2026. Durata 93 minuti circa.La quarta regia di Fabio De LuigiTommaso ha cresciuto da solo quattro figlie chiudendosi completamente al mondo. Quando le ragazze decidono che è ora che papà si rimetta in gioco, Tommaso si ritrova- a conoscere Lara.di Paola Casella
Da quando è rimasto vedovo, Tommaso cresce da solo quattro figlie: la perfezionista Vittoria, la contestatrice Sara, la nuotatrice sincronizzata Matilde e l'arciera Elena. Di per sé è un uomo tranquillo, anzi "noioso e monoblocco", che non parla d'altro che delle finestre, maniglie, infissi e doppi vetri che produce con la sua piccola azienda, coadiuvato dall'unico dipendente Italo, un sessuomane che lo spinge a "cercare una donna" sul web. Anche le figlie invitano il padre a trovare una nuova compagna che lo tolga dall'isolamento in cui si è confinato seguendo il motto della sua azienda - "il mondo è molesto, chiudetelo fuori". E sono proprio loro a spedirlo ad una festa della sua banca dove incontra la dirigente Lara: è un colpo di fulmine, ma Tommaso non rivela a Lara l'esistenza delle proprie figlie, temendo di spaventarla. Ciò che non sa è che, per lo stesso motivo, Lara non ha rivelato a Tommaso l'esistenza dei suoi tre figli.
Un bel giorno è la quarta regia di Fabio De Luigi, che cofirma anche la sceneggiatura insieme a Furio Andreotti e Giulia Calenda: il che stupisce, perché questi ultimi sono di solito molto abili nel tratteggiare commedie coerenti e sufficientemente realiste. Invece qui dominano la macchietta e una certa illogicità nei passaggi narrativi. Fabio De Luigi e Virginia Raffaele sono due comici esperti e una coppia piuttosto rodata, avendo già lavorato insieme nella precedente regia di De Luigi Tre di troppo. Ma i loro tempi non bastano a creare una commedia per famiglie davvero convincente e accattivante, e neanche la presenza di Antonio Gerardi (sempre divertente) nei panni di Italo e la consueta sodale di De Luigi Beatrice Schiros (ahimé qui molto sopra le righe) in quelli della madre di Lara riescono a far lievitare l'insieme.
Si difendono meglio i giovanissimi esordienti, con cui De Luigi ha evidentemente mano felice: Maria Gifuni, Alma Teresa Giardina, Anita Marzi e Arianna Gregori nei ruoli delle figlie di Tommaso; Leon Castagno, Andrea Silvestrini e Nicola Mayer in quelli dei figli di Lara. In particolare colpisce l'interpretazione di Castagno nei panni di Andrea, il figlio di Lara con una sensibilità particolare.
Ma in generale è un peccato, perché il messaggio del film era interessante e pregno di possibilità tanto comiche quanto drammaturgiche - quel "renditi disponibile alla vita" che riguarda sia Tommaso che Lara, talmente intenti a dedicare la vita alle rispettive progenie e a metabolizzare l'uno il lutto per la perdita della moglie, l'altra la delusione per la fuga dell'ex marito dalle responsabilità famigliari con tanto di avventura con una surfista. Soprattutto Raffaele avrebbe potuto sfruttare meglio quel potenziale per dare più consistenza al suo ruolo, invece di scivolare spesso in una mimica facciale sempre conciliante. Ed è un peccato anche perché la trama include temi delicati e molto attuali come la parziale disabilità di Andrea e il bullismo che attira da parte dei compagni di scuola.
Un bel giorno è una commedia gentile che però manca il bersaglio della comicità davvero attinente al reale. E la chimica fra De Luigi e Raffaele è sottoutilizzata, anche se il regista-attore fa del suo meglio per conservarne la freschezza, includendo anche le piccole improvvisazioni e i blooper involontari che hanno avuto luogo nel corso delle riprese.