Un film di Massimiliano Bruno. Con Claudia Pandolfi, Pietro Sermonti, Diego Abatantuono, Stefania Sandrelli, Stefano Fresi, Dino Abbrescia, Beatrice Arnera, Edoardo Ferrario, Carlo Amleto, Carlo Buccirosso, Giovanni Iovino, Alessandro Mauthe, Giulia Vecchio. Genere Commedia - Italia, 2026. Durata 98 minuti circa.Commedia cattiva e divertentissima basata sulla sceneggiatura di Dean Craig di The Funeral PartyUna storia corale in cui equivoci, umorismo nero e tensioni familiari si intrecciano in un crescendo di comicità surreale.di Simone Emiliani
In occasione della morte di Nicola Mancuso, patriarca della famiglia, i figli Daria e Riccardo si
ritrovano dopo molto tempo. Lei si è dovuta trasferire nella casa di campagna per stare vicino ai
genitori; la madre Sandra, tra l'altro, ha già avuto due infarti. Riccardo invece ha sempre pensato a
sé stesso; è un regista di successo che ha un po' di ansietta perché il suo nuovo film uscirà tra due
settimane. C'è poi Giovanni, marito di Daria, che non trova mai il momento opportuno per chiedere
alla moglie della caparra per la casa, perché non vede l'ora di rientrare a Roma. Man mano arrivano
tutti i parenti: lo zio Vittorio, rinomato medico e i suoi due figli, Teo e Marco, quest'ultimo in
compagnia con la fidanzata Stefania, una naturopata che è molto tesa per questo suo ingresso in
famiglia. Poi è il turno lo zio Alfredo che prende sempre di mira il cugino Osvaldo che l'ha
accompagnato e spinge la sua sedia a rotelle, Giulia (ex di Marco e assistente di Vittorio), il prete
creator Don Mauro e poi, a un certo punto, vicino alla bara, lo sguardo di Daria s'incrocia con
quello di una persona affetta da nanismo. Chi è? Quella che doveva essere una cerimonia funebre si
trasforma in una guerra familiare all'ultimo sangue.
Una boccetta di tranquillanti. È tra gli oggetti che fanno saltare il banco, che provocano mutazioni
come in quella di Diego Abatantuono che torna riposseduto dal "terrunciello" dei suoi ruoli
famosissimi d'inizio anni '80, o in Stefania, la naturopata che perde il controllo, crea imbarazzo tra
i presenti, mangia le foglie di una pianta e provoca tra le battute più scoppiettanti del film ("Ma è
vegana?") e poi sale sul tetto in lingerie e la toga di Nicola.
Un tranquillo funerale di famiglia,
basato sulla sceneggiatura di Dean Craig di Funeral Party, è tra i film più divertenti di
Massimiliano Bruno che ha anche scritto l'adattamento assieme a Edoardo Falcone. L'idea della
boccetta di tranquillanti che invece contiene un allucinogeno era già al centro del film inglese, ma
dimostra come questa versione italiana abbia preso il meglio da film e sia riuscito a valorizzarlo. Se
l'umorismo nero del film diretto da Frank Oz del 2007 era fin troppo controllato rispetto alle
direzioni che poteva prendere, Un tranquillo funerale di famiglia è autenticamente cattivo, ha ritmo
e mostra una guerra di famiglia con lo spirito corrosivo che richiama la tradizione della commedia
italiana, in particolare Monicelli di Parenti serpenti. Oltre a gags immediate (quella iniziale del
defunto sbagliato) o quelle provocate da una scatenata Beatrice Arnera nei panni di Stefania, di don
Mauro che suona la canzone dell'infanzia di Nicola mentre Daria sta provando a leggere il suo
discorso funebre e scambi di battute come "Siamo strazzziati" - "Grazzzie", il film riesce ad essere
anche una commedia di costume che lascia emergere con intelligenza tutte le tensioni di famiglia
mantenendo un passo sostenuto. Bruno azzecca il cast già dal contrasto tra Claudia Pandolfi e Pietro
Sermonti e poi, ogni personaggio viene adeguatamente valorizzato in questa struttura corale dalla
stessa Arnera e Abatantuono a Carlo Buccirosso, Stefania Sandrelli, Stefano Fresi, Dino Abbrescia,
Giulia Vecchio, Edoardo Ferraro, Alessandro Mauthe, Carlo Amleto, Marianna Menga e Giovanni
Iovino, quest'ultimo autentica scheggia impazzita che fa saltare i già fragili equilibri.
Bruno ritorna
agli esiti migliori del suo cinema, quelli di Nessuno mi può giudicare e Viva l'Italia. Qui punta alla
comicità pura e vince la scommessa. E poi, in Un tranquillo funerale di famiglia ci sono anche
diverse analogie con Verdone di Compagni di scuola: la villa fuori Roma, l'ospite in sedia a rotelle
e Osvaldo preso di mira come Fabris in Compagni di scuola. In più, la trappola della rimpatriata
forzata e il crollo delle apparenze. Si ride, e pure parecchio. E non perdete i titoli di coda; stiamo in
zona We Are the World.