BATMAN

Locandina Un film di Tim Burton. Con Michael Keaton, Jack Nicholson, Kim Basinger, Robert Wuhl, Pat Hingle, Billy Dee Williams, Michael Gough, Jack Palance, Jerry Hall, Tracey Walter, Lee Wallace, William Hootkins, Richard Strange, Carl Chase, George Lane Cooper, Dennis Lill, Bruce McGuire, Kate Harper, Richard Durden, Michael Balfour, Liza Ross, David Baxt, Garrick Hagon, Christopher Fairbank, Edwin Craig, Mac McDonald, Terence Plummer, Philip Tan, John Sterland, Vincent Wong, Joel Cutrara, John Dair, George Roth, Kit Hollerbach, Lachele Carl, Del Baker, Jazzer Jeyes, Wayne Michaels, Valentino Musetti, Rocky Taylor, Keith Edwards, Steve Plytas, Anthony Wellington, Amir Kopangy, Hugo Blick, Charles Roskilly, Philip O'Brien, Adrian Meyers, Sharon Holm, Clyde Gatell, Jon Soresi, Sam Douglas, Elliott Stein, Paul Birchard, Paul Michael, Carl Newman, Leon Herbert. Genere Fantastico - USA, 1989. Durata 126 minuti circa.Da Tim Burton la storia del miliardario orfano Bruce WayneBruce Wayne, miliardario orfano e scapolo, pattuglia di notte Gotham City, facendo il giustiziere solitario dotato di supergadget.di Andrea Fornasiero


Trama

Un ragazzino segue i genitori in un vicolo e assiste impotente alla loro aggressione da parte di alcuni delinquenti, ma siamo a Gotham City e sulle sue pericolose strade vigila Batman, che presto catturerà i malfattori lasciandoli in balia delle forze dell'ordine. Il giornalista Alexander Knox cerca di farsi dare informazioni sul giustiziere dal poliziotto corrotto Eckhardt, ma senza fortuna. I suoi sforzi non sono però vani: i suoi articoli hanno infatti attirato l'interesse della fotografa di grido Vicki Vale, che giunge in città con l'obiettivo di immortalare "l'uomo pipistrello". Il criminale Grissom, indagato dal procuratore Harvey Dent, affida al troppo ambizioso scagnozzo Jack Napier l'incarico di distruggere alcune prove presso un'azienda chimica. Qui Napier finisce per scontrarsi con Batman e cade tra misteriose sostanze che lo trasformeranno nel folle Joker, lo speculare nemico del Cavaliere Oscuro.

Nel 1989, quando realizzare film sui supereroi era un'impresa ancora soggetta a grandi rischi, Tim Burton realizzò con Batman il film che lo lanciò tra i grandi di Hollywood.

Erano passati più di dieci anni dal grande successo del Superman di Richard Donner del 1978, i cui seguiti avevano avuti incassi al botteghino via via più ridotti. Il produttore Michael E. Uslan, che aveva acquistato i diritti per una trasposizione di Batman già nel 1979, aveva da sempre l'idea di portarne al cinema una versione più dura e realistica del personaggio, ma tutti avevano ancora il testa la serie televisiva camp con Adam West di fine anni Sessanta e nessuno lo prendeva sul serio. Nel mentre però gli anni Ottanta avevano portato, con autori come Alan Moore e Frank Miller, una rinnovata concezione dei supereroi nei fumetti. Proprio Batman era stato protagonista di questa "revisione" dark, con due opere di grande succcesso: The Killing Joke e Il ritorno del cavaliere oscuro.

I tempi erano così maturi e la Warner Bros. Decise di provarci, affidando il film a Tim Burton a cui impose la superstar Jack Nicholson, che interpretò il Joker in cambio di lauto compenso e della partecipazione ai guadagni del film e del suo merchandising. Una condizione che gli valse una fortuna perché, ancora prima dell'uscita del film, anche pure grazie alla partecipazione di Prince alla colonna sonora, era scoppiata la Batmania e il logo di Batman appariva su prodotti di ogni tipo. L'unica contrarietà del pubblico era per la scelta di Michael Keaton come protagonista, ma quando fu diffuso un primo trailer anche questi dubbi furono sedati e il film imboccò decisamente la strada del successo annunciato.

Burton non ebbe grande potere sulla sceneggiatura e firmò una versione davvero sua del mito di Batman solo con il film successivo, Batman - Il ritorno del 1992, che resta tra i vertici della sua carriera e tra i migliori film in assoluto ispirati al mondo dei supereroi. Seppur la produzione di questo primo Batman fu vissuta dal regista come "il peggior periodo della mia vita", riuscì a valorizzare due grandi collaboratori e a firmare alcune sequenze che riflettessero la sua personalità d'autore. La collaborazione con lo scenografo Anton Furst, su un set che richiamava elementi del cinema espressionista come una versione gotica di Metropolis, e con il musicista Danny Elfman, che firmò un tema leggendario, lasciarono il segno e l'estetica del film fu ripresa dalla grande serie animata di Bruce Timm, che lanciò l'universo DC Comics animato.

Burton si fa sentire nel gusto per l'assurdo di alcune battute del Joker e in alcuni momenti dal gusto assai gotico o grottesco: la festa con i palloni giganti e sgargianti, pieni di gas mortale, crea una giustapposizione esplosiva con la cupezza di Gotham City, tanto quanto la futura irruzione di Jack Skellington nel mondo del Natale. Joker che entra al museo e imbratta tele più o meno classiche in nome della sua dichiarata nuova avanguardia artistica è di spiazzante iconoclastia e seppure la collezione è assemblata in modo non molto sensato, la scena trova un momento perfetto quando Joker, di fronte a Figura con carne di Francis Bacon, decide di salvaguardare il quadro, perché quella è arte che gli piace. Ovviamente poi non c'è quasi niente di più burtoniano di un confronto finale tra le guglie di una cattedrale gotica, dove il Joker di Nicholson dà finalmente del suo meglio nel ruolo di delirante pagliaccio. Si rivelò poi troppo avanti sui tempi la scelta di affidare il ruolo di Harvey Dent al nero Billy Dee Williams, che sarà poi sconfessata sostituendolo con Tommy Lee Jones nel primo dei Batman di Joel Schumacher.

Il personaggio di Batman perde nel film tutta la questione morale legata al non uccidere gli avversari e si riduce a tratti a eroe reaganiano, risultando nella cosa forse più debole del film (ma la sua bellissima Batmobile fa ancora sfigurare tutte quelle successive). Nicholson per larga parte della durata gigioneggia in modo incontrollato e il ruolo di Vicki Vale è davvero un pasticcio, che tra l'altro porta i personaggi a battute oggi imbarazzanti. Batman rimane dunque un film imperfetto, frutto di molti compromessi, ma pure un passo cruciale nello sviluppo di un genere che per la prima volta abbracciava una complessa strategia commerciale, preparando la via al boom dei supereroi che sarebbe arrivato oltre dieci anni dopo.