Un film di Will Lovelace, Dylan Southern. Con Oasis, Liam Gallagher, Noel Gallagher. Genere Documentario - Regno Unito, 2026. Durata 122 minuti circa.Gli Oasis tornano insieme. Un doc lo raccontaIl documentario sulla leggendaria band britannica.di Paola Casella
2025. I fratelli Noel and Liam Gallagher, ovvero il cuore della band Oasis, non si sono parlati per 15 anni e non sono apparsi insieme in concerto per 16, ma decidono di partire in un tour attraverso varie parti del mondo. I fan in delirio riempiono gli stadi da Cardiff a Manchester, dal Brasie all'Argentina, dal Giappone agli Stati Uniti. I due fratelli hanno personalità diverse e per certi versi contrastanti: Liam è il frontman carismatico e umorale, una mina vagante con un passato di assuefazione ad alcol e droghe ma anche dotato di un talento puro che esprime cantando con le mani dietro la schiena, per proiettare in avanti tutta la rabbia e l'aggressività di cui è capace; Noel è il solido professionista che ha firmato tutti i successi della band, guadagnando una fortuna in royalties, e facendo fronte alle bizze del fratello minore. Fra i due torna sul palco del tour il chitarrista Bonehead, "parte del suono e della dinamica della band", che non suonava più con i Gallagher dal 1989 ma che per questa reunion si mette in mezzo a loro, un po' farcitura del panino, un po' ago possibile paciere (ricordiamo che a Parigi nel 2009 Liam prese a chitarrate Noel, evento che portò il fratello maggiore a sciogliere la band).
Oasis: Don't Look Back In Anger è il racconto intenso e appassionato di quella rimpatriata, che non solo ha ricongiunto il pubblico con la band il cui "Defintely, Maybe" nel 1994 è stato l'album di una band inglese a vendere il maggior numero di copie nel minor tempo e i cui due protagonisti nel 1996 erano "popolari come i Beatles", ma ha anche cementato la pace fra i fratelli Gallagher, impresa in passato giudicata impossibile dagli stessi Noel e Liam.
Nel corso del tour, e nelle interviste che i registi del film lasciano per lo più in voce, salvo riunire in video i due, Noel riconosce a Liam una personalità originale e irriducibile e una capacità di rappresentare per il pubblico qualcosa di unico, e Liam riconosce a Noel la maestria con cui ha composto canzoni che "venivano dalla sua anima" e che continuano a conquistare il pubblico. Basta con le lotte per la supremazia, diranno i due fratelli, riconoscendosi uguali, e parimenti responsabili del successo degli Oasis.
La vera sorpresa, in primis per i Gallagher, è stato infatti il numero di under-30 che ha affollato le date del tour del 2025 e che conosce a memoria tutte le loro canzoni, considerato che Noel è ormai un sessantenne e Liam un tardo cinquantenne, e che sono comparsi sulla scena nel lontano 1991. Le loro hit, piene di quel desiderio di rivalsa che deriva dalle loro origini umili e dalla loro voglia di uscire dall'anonimato, hanno dato e continuano a dare voce a chi non sa come esprimere la propria, e altrettanto il documentario dà voce (in tutte le lingue) al pubblico del tour per raccontare il suo legame viscerale con Liam e Noel e il loro mondo musicale.
I registi Dyan Southern e Will Lovelace hanno una lunga esperienza nella direzione dei documentari musicali, avendo già raccontato la riunione dei Blur in No Distance Left To Run e le carriere di altre band meno note, e fanno un lavoro eccezionale mettendo insieme riprese delle prove, dei backstage, delle performance sul palco (molte lasciate nella loro interezza) e delle reazioni del pubblico, con un montaggio febbricitante che illustra la tensione del prima del debutto, quando i fratelli Gallagher temevano di non rivelarsi "all'altezza dell'hype", così come l'adrenalina dei concerti e l'entusiasmo incontenibile dei fan di tutte le età. "Less is more", raccomanda Neal alla sua band, ma Southern e Lovelace fanno il contrario, affastellando immagini e suoni in quella overdose polisensoriale che probabilmente è proprio ciò che il pubblico degli Oasis si aspetta.
Le reazioni dei partecipanti al tour lasciano intuire anche un bisogno profondo di unione e di scopo comune. "Noi accogliamo tutti", diranno verso la fine del documentario i Gallagher, rifiutando qualsiasi appropriazione politica delle destre e veicolano i sentimenti del pubblico, "il vero supereroe" secondo Liam. I Gallagher rivendicano con fierezza le loro radici irlandesi, Liam rispolvera i cappellini da pescatore e il tamburello calzato come aureola, e i fratelli tengono per ultime Waterfall e Don't Look Back In Anger (cantata da Noel) come fuochi d'artificio finali. Oasis: Don't Look Back In Anger è un'affermazione di vita ad altissimo voltaggio e un invito a perdonare: peccato solo per quel finale melenso sulle note di All You Need Is Love, che probabilmente Liam avrà "mandato mentalmente affanculo", come asserisce che avrebbe fatto con gli Oasis di un tempo, nella loro versione superba e intemperante.