FAMMI IL PIACERE

Locandina Un film di Reem Kherici. Con Alexandra Lamy, François Cluzet, Delphine Baril, François Bureloup, François-Xavier Demaison, Mitty Hazanavicius, Laure Hennequart, Reem Kherici, Kyan Khojandi, Huguette Lacheau, Jean-Paul Lucasson. Genere Commedia - Francia, 2026. Durata 90 minuti circa.La tipica commedia francese che si regge tutta sull'interpretazione degli attoriIspirato alla vera storia degli inventori del Womanizer.di Pedro Armocida


Trama

Dopo vent'anni di matrimonio, Fanny confessa a Thomas una verità che manda in frantumi le loro
certezze: non ha mai provato un orgasmo. Per lui è uno shock, ma invece di chiudersi nel silenzio
o arrendersi alla distanza, Thomas decide di trasformare quella confessione in una travolgente
prova d'amore: ritrovare, insieme a Fanny, la strada del desiderio.
Ispirato alla vera storia degli inventori - una coppia tedesca - del sextoy brevettato e tra i
più venduti al mondo Womanizer, Fammi il piacere è la tipica commedia francese che si
regge tutta sull'interpretazione degli attori, qui i veterani interpreti François Cluzet e
Alexandra Lamy la cui chimica rende credibile la volontà di questa coppia di rimettersi in
gioco sessualmente nella cosiddetta - un tempo - terza età.


È questo forse l'aspetto più interessante del film che mette in primo piano e al centro della
narrazione il tema del piacere femminile in un tempo della vita lontano da quello, sempre molto
mitizzato e più centrale nelle storie, della gioventù. Abbiamo dunque una coppia che entra in crisi
quando la donna inizia a parlare di sesso e a rivelare che non ha mai provato un orgasmo nei
vent'anni di matrimonio.


Il marito, in un primo momento abbacchiato dalla scoperta, trova la voglia
e la forza di rimettere in discussione il suo punto di vista. C'è dunque un tentativo di affrontare la
questione in maniera seria e autentica focalizzandosi sul desiderio del piacere femminile come non
si è molto visto al cinema, figuriamoci in una commedia. Non è un caso che dietro la macchina da
presa ci sia una donna, Reem Kherici, che ha scritto la sceneggiatura con Gari Kikoïne e David
Solal e che si ritaglia pure un ruolo molto importante, quello della sessuologa che saprà consigliare
la protagonista sul da farsi non immaginando fino a che punto la coppia si spingerà nell'inventare
un oggetto geniale per provocare il piacere femminile. C'è anche un'interessante accenno
all'ambiguità del ruolo della donna trasformata, seppur consapevolmente, un po' in cavia.
Purtroppo però il tono generale scelto dalla regista tende al grottesco, alla commedia degli
equivoci - avendo maldigerito la screwball comedy - con déjà-vu imperdonabili come nella scena
del supermercato, predilige una recitazione basata sulle mossette (soprattutto quella di François
Cluzet che appare anche un pochino troppo in là per l'età andando per i settantuno), su un certo
fastidioso gigionismo da cui per fortuna la protagonista Alexandra Lamy rifugge, con soluzioni
corali ridondanti che annacquano - direi quasi infantilizzano - i temi forti che il film all'inizio
sembrava voler e poter affrontare. Anche il rapporto filiale pecca di una certa superficialità
stereotipata che mostra la figlia maggiorenne come la più scandalizzata di tutti - cosa che
dovrebbe far sorridere - di fronte alla ricerca sessuale dei genitori. Un discorso a parte meritano le
scenografie che vorrebbero accompagnare autenticamente la narrazione e invece si rivelano
patinate e finte come lo studio del protagonista ingegnere dove risulta chiaro che nessun utensile è
mai stato sfiorato da chicchessia.
Accontentiamoci però della cose buone del film, della curiosità del sesso, del suo apprendistato,
del gioco nella coppia molto adulta, di un certo osare nelle immagini che conosce bene il suo
limite. Insomma di tutto ciò che non vedrete mai in una commedia italiana.