L'ESORCISMO DI HANNAH GRACE

Locandina Un film di Diederik Van Rooijen. Con Shay Mitchell, Grey Damon, Kirby Johnson, Nick Thune, Stana Katic, Louis Herthum, James A. Watson Jr., J.P., Valenti, Lexie Roth, Larry Eudene, Arthur Hiou. Genere Horror - USA, 2018. Durata 85 minuti circa.Un film esorcistico-demoniaco un po' diverso dal solito e carico di una sinistra atmosfera opprimenteIl turno di notte all'interno della camera mortuaria di un'ospedale si rivela un inferno quando un cadavere comincia a ribellarsi.di Rudy Salvagnini


Trama

Una giovane ragazza, Hannah Grace, viene esorcizzata da un paio di sacerdoti, alla presenza di suo padre, perché posseduta da spiriti maligni. L'esito dell'esorcismo è tragico: i sacerdoti vengono uccisi e il padre, a sua volta, uccide Hannah, disperato. Tre mesi dopo, Megan Reed, ex poliziotta che ha lasciato il servizio per problemi, prende servizio per il turno di notte alla morgue di un grande ospedale, il Boston Metro Hospital. Il dottor Lewis che la conduce al posto di lavoro la avvisa che parecchia gente impressionabile ha dovuto lasciarlo perché non lo reggeva, ma Megan assicura che per lei quando uno muore, muore e basta. Fine della storia. Perciò lavorare a una morgue per lei non sarà un problema, anche se dovrà restarvi praticamente da sola per tutta la notte.

La prima notte di lavoro, Megan riceve subito un cadavere: svolge il suo lavoro e tutto va bene. La notte successiva, Megan riceve un altro cadavere, quello di una giovane donna. Non si accorge, però, che uno strano tipo che prima le aveva chiesto di entrare si intrufola dentro la morgue.

La ragazza è stata uccisa e mutilata da un ignoto assassino. La sua carta d'identità rivela che si tratta di Hannah Grace. Subito cominciano ad accadere cose strane e Megan si ritrova ad affrontare qualcosa di terribile.

Il filone esorcistico è uno dei più persistenti del cinema horror: non tantissimi titoli, ma prodotti con regolarità. In questo caso, l'esorcismo funge da premessa all'azione e non ne è lo sfogo finale. Questa è la piccola novità del film, che preferisce concentrarsi sulla protagonista, sulle sue difficoltà esistenziali dovute a un forte trauma subito in servizio e, conseguentemente, sulle sue paure a confronto con qualcosa di inatteso e spaventoso.

La gran parte del film è ambientata nella morgue di un ospedale metropolitano, in modo da accrescere l'isolamento e creare un clima claustrofobico che pone la protagonista da sola contro l'ignoto, senza apparente via di scampo: la particolarità e la cupezza intrinseca dell'ambiente sono sfruttate bene, anche attraverso elementi tecnologici, come la chiusura automatica delle luci e l'utilizzo dei sensori di movimento per l'accensione. La storia è molto esile, più che altro è una situazione all'interno della quale si sviluppa principalmente un confronto tra la protagonista e l'indemoniata, ma l'atmosfera macabra che si crea in un luogo così asettico e spersonalizzato contribuisce a generare un'apprezzabile tensione: in questo senso, c'è qualche analogia con Autopsy, che però era più compatto e inquietante.

La figura cadaverica di Hannah Grace ha una consistente efficacia drammatica e, soprattutto, orrorifica, richiamando in parte gli spettri - contorti e con le ossa schioccanti - degli horror giapponesi da The Ring in poi. L'idea che attraverso le morti altrui il corpo martoriato del cadavere si rigeneri è efficace e rimanda a miti sempiterni dell'horror come il vampirismo (già ai tempi del Dracula di Bram Stoker, il vampiro ringiovaniva dopo aver bevuto il sangue). La lotta contro il Male è anche un modo per la protagonista, interpretata con convinzione da Shay Mitchell (sin qui attiva soprattutto in televisione, in particolare con la serie Pretty Little Liars), di compiere un percorso esistenziale di redenzione, cercando di superare le proprie manchevolezze passate. In un cast mediamente convincente, sono particolarmente apprezzabili anche la fisicità e l'espressività di Kirby Johnson nel ruolo, non facile, di Hannah Grace.

L'olandese Diederik Van Rooijen, anche apprezzato regista di commercials, padroneggia con abilità la materia narrativa non troppo cospicua riuscendo a creare un film esorcistico-demoniaco in parte diverso dal solito, non solo perché l'esorcismo ne è un elemento minimale e propedeutico, ma soprattutto per la capacità di ibridare in modo abbastanza riuscito varie mitologie horror in un film di buon intrattenimento pur se con un finale un po' sbrigativo.