COYOTE VS. ACME

Locandina Un film di Dave Green. Con John Cena, Lana Condor, Will Forte, P.J. Byrne, Nancy Linehan Charles, Aimee McGuire, Kelsey Leos Montoya, Rachel Hroncich, Steven Ray Byrd, Hayes Hargrove, Kristin K. Berg, Jeff Bergman, Eric Bauza, Phuong Kubacki, Ryan Begay, Tone Bell, Tanya Camargo, Yvette Fazio-Delaney, Ryan Fritz, Stephanie Hill, Martha Kelly, Carl Savering, Michael E. Stogner, Alfredo Tavares, Laura-Love Tode, Crystal Mayes. Genere Animazione - USA, 2026. Durata 141 minuti circa.Un legal drama dell'assurdo, un'opera contro l'impunità delle grandi aziendeTratto dal racconto breve Coyote v. Acme di Ian Frazier, pubblicato sul New Yorker nel 1990.di Andrea Fornasiero


Trama

Willy il Coyote, come al solito, non se la passa bene: la sua infinita caccia al velocissimo e
inafferrabile Beep Beep continua a risolversi in una serie di catastrofici fallimenti, spesso
determinati dal malfunzionamento della strumentazione e degli esplosivi acquistati per
posta dalla ACME. Quando vede alla Tv lo spot dell'avvocato Kevin Avery, pronto a fare
causa proprio alla ACME per incidenti da cartone animato, Willy parte per Albuquerque e
porta con sé tutta la montagna di prodotti difettosi comprati da ACME. A Kevin la causa
sembra troppo grossa, ma l'astuzia del Coyote e la solerzia di una assistente dello studio
legale lo portano ad accettarla. Kevin confida di risolvere tutto in un rapido
patteggiamento, ma il Coyote dà fuoco alle carte e innesca così una guerra legale senza
esclusione di colpi, che coinvolgerà molti dei più celebri personaggi dei Looney Tunes.

Coyote vs. Acme è un legal drama dell'assurdo, è il nuovo Roger Rabbit, è un'opera contro l'impunità delle grandi aziende, contro la sperimentazione
sugli animali e, suo malgrado, è anche un'opera che riecheggia la battaglia della propria
faticosa distribuzione.


Il film di Dave Green, prodotto da James Gunn, è ispirato a un brillante articolo umoristico
pubblicato sul The New Yorker a firma di Ian Frazer nel 1990, scritto con la
secchezza linguistica di una fittizia causa legale, ma proprio per questo irresistibile nel
raccontare i danni fisici e morali subiti da Willy il coyote nella sua inesausta caccia al Beep
Beep. Ci sono voluti anni perché si decidesse di farne un film e altri anni ancora per
scrivere un copione che convincesse la Warner Bros, ma l'avventura era solo iniziata. A
film ultimato infatti la Warner, decide di chiuderlo in un cassetto e derubricarlo come una
perdita netta in modo da guadagnarne un rimborso fiscale (come Batgirl, che
però non ha mai ultimato la post-produzione). In molti si indignano e tra loro anche
importanti voci di Hollywood come il duo Christopher Lord e Phil Miller. La Warner
raccoglie così le offerte di studios e stremer, ma alla fine decide di nuovo di cancellare
l'uscita e considerarlo una perdita. La campagna di protesta si riaccende sui social e nel
2024 il protagonista Will Forte, dopo aver visto il film, lo descrive come un'opera toccante
sostenendo la causa. Nel 2025 il film viene acquistato per 50 milioni di dollari dalla
Ketchup Entertainment, che già aveva salvato da una distribuzione diretta su HBO Max
Un'avventura spaziale - Un film dei Looney Tunes. Il film avrà così
distribuzione e se pur non è un esatto riflesso di questa vicenda, perché non racconta una
battaglia per la libertà d'espressione, è senz'altro una storia in stile Davide e Golia e una
sorta di class action contro una grande corporazione.

Realizzato in tecnica mista, con live action e animazione 2D e 3D, unisce il mondo dei
cartoon a quello degli esseri umani con una inatteso rigore, senza rompere la quarta
parete e senza mai dare la capacità di parola a Willy o a Beep Beep. Il primo è infatti
dotato di un numero limitato di cartelli su cui mostrare brevi frasi e il secondo non fa altro
che il suo caratteristico verso, eppure entrambi riescono a trovare posto nel più verboso
dei generi, quello delle aule di tribunale. Un piccolo miracolo di astuzia, aiutato
dall'animazione fortemente espressiva che ha sempre caratterizzato i personaggi Warner
e da un'ottima prova comica di Will Forte e di John Cena, nei panni del villain Buddy
Crane.
Così crudele da ricattare Titti minacciando di rovinare la sua nonnina, Crane ha anche
fatto imprigionare in una sorta di spazio liminale il geniale Dr. Lorre (che già dagli anni
Quaranta presenta le fattezze del grande Peter Lorre). Lorre infatti aveva protestato contro
l'uso dei cartoni animati come cavie delle invenzioni della Acme, che produce qui pure
articoli per umani perfettamente sicuri, perché appunto testati sui personaggi animati.
Questi hanno non per caso fattezze di animali, infatti l'animalismo è uno dei temi al cuore

del film, che racconta del resto anche di come un uomo impara a essere amico di un
canide.
Coyote vs. Acme non ha la finezza metacinematografica di Chi ha incastrato Roger Rabbit? Ma è ricco di passaggi esilaranti e vanta un efficace colpo
di scena che naturalmente non riveleremo. Non solo intrattiene, ma trova pure una
risoluzione finale toccante, con il confronto più sincero che Willy e Beep Beep hanno mai
avuto. Difficile restare indifferenti, perché la popolarità del personaggio di Chuck Jones e
Michael Maltese fa appello a caratteristiche davvero universali della condizione umana.
Parafrasando un poco quel che cantava Finardi: siamo tutti come Willy il Coyote, che cade
ma non molla mai...