THE VIGIL

Locandina Un film di Keith Thomas. Con Dave Davis, Menashe Lustig, Malky Goldman, Lynn Cohen, Fred Melamed, Nati Rabinowitz. Genere Horror - USA, 2019. Durata 89 minuti circa.Debutto da regista dello sceneggiatore Keith ThomasUn uomo che fornisce la sorveglianza notturna alla sua comunità ebraica ortodossa si trova di fronte a un'entità malvagia.di Rudy Salvagnini


Trama

Yakov ha bisogno di soldi, un colloquio di lavoro gli è appena andato male, perciò accetta l'offerta del rabbino Shulem, esponente della comunità ebraica da cui si è staccato non senza problemi. Shulem gli garantisce 400 dollari per svolgere la funzione di shomer per un uomo, Ruben Litvak, appena deceduto. Lo shomer è colui che veglia il morto per la notte confortando la sua anima con le preghiere. Lo shomer che aveva iniziato la nottata se n'è andato di corsa per la paura, ma Yakov non è preoccupato: ha già svolto altre volte quel compito. Nella casa, oltre al defunto, c'è solo la vedova, che soffre di Alzheimer. La vedova va a dormire e Yakov resta solo con il cadavere. Ben presto strane cose cominciano ad accadere.

La situazione di partenza è inquietante e particolare, pur se vengono in mente circostanze in parte analoghe a partire da quella classica descritta nel famoso racconto di Ambrose Bierce, 'Veglia al morto'.

Le caratteristiche etnico-religiose ben descritte colorano però la storia in modo autentico e originale dandole maggiore profondità e fascino. La gestione dello scarno racconto è abile e riesce a generare un'apprezzabile tensione, seguendo i patemi e le preoccupazioni del protagonista che cerca di ottemperare al proprio compito tentando nel contempo di trattare con i propri fantasmi interiori che minano la sua sicurezza anche nei rapporti con l'altro sesso. La figura del protagonista, su cui poggia tutto il film, è ben tratteggiata psicologicamente, anche se i flashback che illustrano il trauma da cui derivano il dolore e il senso di colpa che lo accompagnano implacabili sono forse un po' troppo didascalici e programmatici e potevano essere esposti in modo meno forzato e banale.

Metafora del dolore e dei sensi di colpa che inseguono per sempre chi ne è vittima, la figura spettrale si manifesta come un essere con la testa rivolta all'indietro, ha lo spessore e la forza delle cose antiche e rappresenta un'icona sfuggente e inquietante che ben si inserisce nell'ambito di un film di sottili qualità allucinatorie. Ci sono analogie con It Follows per la persistenza ineluttabile dello spirito demoniaco che si attacca alla propria vittima, ma ci sono anche notevoli differenze - sia nel tratteggio psicologico sia soprattutto nella tematica di fondo - che evitano derive meramente imitative.

Girato quasi tutto all'interno di una casa cupa e oscura, il film sviluppa una notevole atmosfera opprimente e claustrofobica e genera un clima di tenebrosa incertezza fino a un finale ben articolato e non banale, con una punta di redenzione e una di cattiveria.

Molto buona la prova di Dave Davis, che riesce a dare naturalezza e credibilità al tormentato protagonista, ma a rubare la scena, le poche volte in cui compare, è la bravissima Lynn Cohen, morta questo febbraio a 86 anni, inquietante e perfetta nei panni della vedova. Positivo esordio nella regia di un lungometraggio per Keith Thomas, autore anche della sceneggiatura. Notevole per strisciante potenza evocativa la colonna sonora di Michael Yezerski.