CITY OF LIES - L'ORA DELLA VERITÀ

Locandina Un film di Brad Furman. Con Johnny Depp, Forest Whitaker, Toby Huss, Dayton Callie, Neil Brown Jr., Louis Herthum, Shea Whigham, Xander Berkeley, Rockmond Dunbar, Wynn Everett, Shamier Anderson. Genere Thriller - Gran Bretagna, USA, 2018. Durata 112 minuti circa.Cosa si nasconde dietro la morte di Notorious B.I.G. e Tupac ShakurLa storia vera del detective Poole che venne chiamato a indagare sulla morte dei rapper Notorious B.I.G. e Tupac Shakur.di Andrea Fornasiero


Trama

Russell Poole è un detective che ha dedicato gran parte della propria vita a investigare gli omicidi dei rapper Tupac Shakur e Notorious B.I.G., fino a giocarsi la carriera. Anni dopo viene contattato dal reporter Jack Jackson, che con un pezzo su quello stesso caso aveva vinto un Peabody Award. Le sue teorie però sono poi state sconfessate dai successivi procedimenti giudiziari e così, in cerca di una nuova verità, rintraccia Poole, che anche dopo aver lasciato il dipartimento ha privatamente continuato le indagini ed è pure restato in contattato con la madre di Christopher "Biggie" Wallace. I due cercano di mettere insieme i pezzi del puzzle e identificano una cospirazione poliziesca, che si collega anche allo scandalo del distretto corrotto di Rampart.

Tratto dal libro reportage "Labyrinth" di Randall Sullivan, City of Lies di Brad Furman è soprattutto interessato a montare un caso e lo fa con un profluvio di parole pressoché inesauribile.

Per cercare, senza gran successo, di movimentare le cose dipana la vicenda su due tempi, il presente del rapporto tra Jackson e Poole e i flashback con le indagini di Poole all'interno del dipartimento. L'operazione è però fallimentare, l'azione è ridotta al minimo e il tono generale è quello di un TV movie che vuole convincere il pubblico di una cospirazione, il tutto accompagnato da un commento musicale dei più deteriori e gettato sulle spalle di due attori qui non al loro meglio.

Se Whitaker almeno ci prova, troviamo invece Johnny Depp in uno dei momenti meno felici della sua carriera, tanto che sul set ha ferocemente litigato con un location manager e questi ha poi fatto causa a lui e al film, "bloccandone" l'uscita nelle sale americane. Citiamo questo fatto di cronaca perché è emblematico della difficoltà dell'attore, che incarna Poole senza mai riuscire a scuotersi da una sorta di torpore. Ha fatto molto meglio, nel medesimo ruolo e sulla medesima storia, Jimmi Simpson nella serie televisiva Unsolved andata in onda a febbraio su USA Network e diretta in buona parte da Anthony Hemingway. Tra l'altro il formato TV si presta meglio a questo tipo di storia, perché l'accumulo di nomi, teorie, fatti, date eccetera ha modo di essere dipanato su un tempo più ampio e in quel caso si utilizzavano anche materiali di repertorio oltre alle ricostruzioni fittizie.

City of Lies invece finisce per sembrare un equivoco, realizzato in scarsità di mezzi, con una sceneggiatura molto poco adatta al grande schermo e con due attori schiacciati da ruoli statici, da troppe parole e da musiche invadenti. Il film si inventa un reporter (Jack Jackson è un personaggio fittizio) così che Poole abbia qualcuno a cui spiegare le sue teorie, insomma il totale contrario al mantra hollywoodiano per cui le cose al cinema si mostrano e non si dicono ("Show, Don't Tell"). Il momento più autentico è la comparsa della reale madre di Wallace nel ruolo di se stessa, che sfoggia la propria dignità pur circondata da una finzione che non fa molto onore alla sua storia.

Il problema del film è anche quanto in là si spinga la teoria del complotto di Poole, che arriva a considerare tutto lo scandalo del distretto corrotto di "Rampart" - raccontato in un film omonimo di Oren Moverman sceneggiato da James Ellroy e alla base della serie Tv The Shield - come una sorta di diversivo per le indagini sul caso di Notorious B.I.G. e Tupac Shakur.

Oltretutto della vita e della musica dei due si sente, si vede e si dice ben poco: tutto il film è avvolto in una sorta di grigiore post-mortem, da sala d'autopsia, e della vitalità della cultura nera di quel periodo non arriva praticamente nulla. Bizzarro per altro distribuire in Italia una storia così, che interesserà solo ai pochissimi davvero appassionati al caso della morte delle due star e hanno letto molto sull'argomento. Si fatica a vedere l'appeal per il resto del pubblico italiano in una vicenda tanto specifica e densa sugli scandali del dipartimento di polizia di Los Angeles di almeno quindici anni fa.