SUPERGIRL

Locandina Un film di Craig Gillespie. Con Milly Alcock, Matthias Schoenaerts, Eve Ridley, David Krumholtz, Emily Beecham, David Corenswet, Alice Hewkin, Jason Momoa, Diarmaid Murtagh, Ferdinand Kingsley, Emily Piggford, Avye Leventis, Wil Coban, Keeley Forsyth, Charlie Rawes, Leo Bill, Clara Rosager, Heather Agyepong, Thalissa Teixeira, Kadiff Kirwan, Jordan Coulson, Naomi Wirthner, James Eeles, Tom Godwin, Shaun Mason, Dean Nolan, Daniel Scott-Smith, Florisa Kamara. Genere Azione - USA, 2026. Durata 107 minuti circa.Il film dedicato alla cugina di SupermanIl film racconta le avventure della cugina di Superman, ovvero Supergirl.di Andrea Fornasiero


Trama

Su un pianeta illuminato da un sole rosso, Kara Zor El festeggia il proprio compleanno ubriacandosi durante un lungo pub crawl. La sua vacanza alcolica viene però interrotta da Ruthye, una ragazzina del posto in cerca di mercenari che l'aiutino a vendicarsi della banda guidata da Krem delle Colline Gialle. Krem ha ucciso i suoi genitori per impossessarsi delle spade di eccezionale fattura forgiate dal padre della giovane. Kara è in realtà Supergirl, profuga kryptoniana dotata degli stessi poteri di suo cugino Superman, ma in quel sistema solare le sue capacità sono drasticamente ridotte dal sole rosso. Nonostante ciò, non può restare a guardare mentre Ruthye viene maltrattata dai mercenari. E quando Krem, in cerca di una nave per fuggire dal pianeta, ruba proprio quella di Kara, l'alleanza tra la ragazza e Supergirl diventa inevitabile.

Dopo il flop del 1984 con Faye Dunaway e una recente, longeva, serie Tv, torna al cinema Supergirl in una versione però antieroica, segnata dal trauma di Krypton e per questo pronta a scelte più estreme di quelle del cugino Superman.

Presentata come una "riot girl", più interessata a sbronzarsi per consolare le sue pene, anziché a ergersi come un faro che ispiri l'umanità a dare il meglio di sé, questa Kara è una supereroina come non ne abbiamo mai viste. Completamente diversa anche da Capitan Marvel, con cui condivide il livello di superpoteri, ma dalla quale si distingue per una formazione che non ha niente di militare e per un'indole ribelle che non a caso l'ha legata al cane trovatello Krypto. I dettagli del suo passato sono più terribili di quanto ci si aspetti e saranno rivelati nel corso del film, che è tratto dalla miniserie a fumetti Woman of Tomorrow, sceneggiata da Tom King e disegnata da Bilquis Evely. Questa artista brasiliana viene infatti omaggiata: uno dei pianeti in cui la protagonista si reca nella sua ricerca di vendetta si chiama proprio Bilquis.

Un punto di grande interesse per i fan, fin dal suo annuncio, è la partecipazione di Jason Momoa nel ruolo di Lobo, il megalomane mercenario alieno del pianeta Czarnia, che ha ucciso il suo intero pianeta prima di scorrazzare per la galassia. Momoa è sicuramente in parte, ma il film con il suo visto di censura PG-13 è assolutamente inadeguato a presentarne sia l'iperviolenza sia il linguaggio scurrile. Questo Lobo, per quanto visivamente fedele al personaggio a fumetti, non fa né dice niente di particolarmente oltraggioso: manca così l'occasione di porsi come l'equivalente, di DC Comics al cinema, di figure dalla vena satirica e irriverente come Deadpool o i The Boys. Il film stupisce invece maggiormente sul villain, che è assolutamente repellente. Trafficante sessuale dello spazio, capeggia una banda di soli uomini che rapisce ragazze per riprodursi. Naturalmente non viene mai mostrato niente di perturbante o sessuale, ma almeno a parole le sue intenzioni sono spiegate chiaramente e molto più raccapriccianti di quelle di altri villain dei cinecomics. Non bastasse, come già Luthor, questo personaggio genera raccapriccio anche per il suo trattamento degli animali, tutti elementi che si sommano per arrivare a un finale ben diverso da quello di Superman.

La differenza tra Kara e suo cugino è infatti alla fine soprattutto nell'etica: come la protagonista spiega, il cuore di Kal-El è leggero perché gli è stato risparmiato di assistere alla fine di Krypton, mentre Kara ha vissuto una versione prolungata e particolarmente drammatica di quella tragedia. Se Kal-El può credere nel bontà degli altri, Kara è al contrario troppo segnata dal suo passato e ha meno scrupoli. Proprio sapendo a cosa porta la sua strada, sceglie di proteggere la giovane Ruthye dal peso morale della vendetta, frapponendosi più volte tra lei e il suo desiderio di uccidere Krem. Purtroppo il film pecca anche di moralismo: se pur ci presenta un personaggio ribelle e anticonformista, non resiste alla tentazione di punirlo e rieducarlo, obbligandolo a un percorso di normalizzazione.
Fin dal trailer, anche per il nome di James Gunn che è il producer deus ex machina di questa nuova ondata di film DC Comics, Supergirl è stato paragonato a i Guardiani della Galassia, ma risulta più risaputo e addomesticato. Il regista Craig Gillespie, quello di Tonya, non è comunque l'ultimo venuto e dà ritmo agli scambi di battute e alle scene d'azione, che però non hanno molta tensione: nonostante i vari impedimenti che il film le impone, la protagonista è chiaramente molto più forte dei suoi avversari. Nel complesso il tono resta sufficientemente leggero, pur inframezzato di momenti di pathos, ma il film è meno dirompente di quanto si sperava.