SCREAM

Locandina Un film di Matt Bettinelli-Olpin, Tyler Gillett. Con Melissa Barrera, Kyle Gallner, Mason Gooding, Mikey Madison, Dylan Minnette, Jenna Ortega, Jack Quaid, Marley Shelton, Jasmin Savoy Brown, Courteney Cox, Pau Masó, Duane Martin, David Arquette, Neve Campbell. Genere Horror - USA, 2022. Durata 114 minuti circa.


Trama

Venticinque anni dopo gli efferati omicidi, Ghostface torna a terrorizzare la cittadina di Woodsboro. Tara è sola in casa e sta scambiando dei messaggi al telefono con un'amica quando riceve una misteriosa telefonata. La voce è quella di uno sconosciuto che la mette davanti a un quiz mortale: se non risponderà esattamente a delle domande sulla saga horror di Stab, arrivata all'ottavo episodio, la sua amica morirà. Riesce a salvarsi miracolosamente alla furia dell'assassino che intanto era entrato in casa e viene ricoverata in ospedale dove viene raggiunta dalla sorella Sam, accompagnata dal suo ragazzo, che le rivela un oscuro segreto del passato. Mentre Ghostface torna in azione a terrorizzare un gruppo di adolescenti amici di Tara, Sam chiede aiuto al vecchio sceriffo Linus Riley che è già stato pugnalato nove volte. E con lui tornano in azione anche Sidney Prescott, sopravvissuta alle precedenti stragi e la giornalista Gale Weathers, per cercare di interrompere la catena di assassini e scoprire chi si nasconde stavolta dietro la maschera di Ghostface.

"Sta succedendo di nuovo". Così Linus chiama Sidney per farla tornare a Woodsboro. Scream è un sequel a tutti gli effetti. Manca solo il numero 5 sul titolo anche se vuole farsi definire un "requel" (reboot-slash-sequel).

Riparte a razzo come il primo film cult del 1996 che ha inaugurato la saga firmato da Wes Craven (regista) e Kevin Williamson (sceneggiatore) che in questa nuova versione figura come produttore esecutivo. Non ci sono più le VHS e l'horror preferito non è più Halloween come nel caso della liceale Casey Becker, allora interpretata da Drew Barrymore ma stavolta ci sono Babadook, The Witch e It Follows.

Il gioco tra finzione e realtà mantiene una sua sorprendente efficacia non soltanto nelle citazioni dei film (dove c'è anche l'omaggio a Hitchcock con la doccia di Psyco) ma anche in uno dei momenti decisivi del film in cui la scena che una ragazza, Mindy, sta guardando alla tv, è simile a quella che sta avvenendo alle sue spalle.

Lo spirito dei quattro film diretti da Craven è rimasto intatto. Il nuovo Scream da una parte è un omaggio al grande regista scomparso nel 2015 e un'operazione nostalgia proprio come Ghostbusters: Legacy soprattutto nel momento in cui fa rientrare in campo David Arquette, Neve Campbell e Courteney Cox. Dall'altra è un ritorno all'horror anni '90 con quella commistione tra azione, terrore e ironia nella presa in giro del franchise del film nel film Stab.

Tra lame conficcate in gola e inquietanti visioni dal passato, Scream è l'esempio di quello che un horror deve fare: tiene incollati allo schermo senza pause e fa saltare dalla sedia.

In più riaggiorna il modello guardando anche alla serie tv composta da tre stagioni, realizzata tra il 2015 e il 2019 e trasmessa su MTV. I due cineasti Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett recuperano frammenti della premonizione e mutazione del loro primo lungometraggio, La stirpe del male e soprattutto alimentano il cortocircuito tra gioco e sopravvivenza di Finché morte non ci separi.

La loro versione di Scream è il tentativo di ridefinire le nuove forme di un horror contemporaneo che non deve ripiegarsi su sé stesso tra fiacche autocitazioni e inutili remake. E ci riescono benissimo già dall'uso di soggettive di vittime che guardano il volto di Ghostface prima di morire alla scena della cantina. Qui c'è tutto: azione nascosta, ambiguità, paura, simulazione (vera o presunta).

In più è anche un film di fantasmi. Woodsboro appare come un luogo di morti viventi dove passano tracce dell'horror tra gli anni '70 e '90 e in cui gli abitanti potrebbero essere riposseduti come quelli della cittadina di L'invasione degli ultracorpi di cui si vede il poster. Bettinelli-Olpin e Gillett prendono così una delle poche, vere, strade possibili. Per guardare al futuro, bisogna tornare al passato.