LA CASA DELLE BAMBOLE - GHOSTLAND

Locandina Un film di Pascal Laugier. Con Crystal Reed, Taylor Hickson, Rob Archer, Emilia Jones, Adam Hurtig, Anastasia Phillips, Mylene Farmer, Alicia Johnston. Genere Horror - Francia, Canada, 2018. Durata 91 minuti circa.Due personalità sempre più deviatePauline e le due figlie adolescenti, Beth e Vera, ricevono in eredità una vecchia villa piena di cimeli e bambole antiche che rendono l'atmosfera tetra e inquietante.di Rudy Salvagnini


Trama

Beth è una ragazza con la passione per Lovecraft e i racconti dell'orrore, che ama anche scrivere. La sorella maggiore Vera non apprezza molto queste sue inclinazioni, mentre la mamma la incoraggia. I tre si trasferiscono nella isolata e spettrale casa della defunta zia Clarissa ("Sembra la casa di Rob Zombie" commenta Vera, che non apprezza). Nella casa ci sono parecchie bambole, di cui l'anziana signora faceva collezione. Beth, turbata, ha le sue prime mestruazioni, mentre Vera è insofferente delle attenzioni che la mamma riserva alla sorella. Un furgone dei gelati li ha però seguiti.

Un uomo corpulento e violento ne è sceso: entra in casa, aggredisce la mamma e cattura le ragazze sotto lo sguardo d'assenso di una sua complice. Beth, atterrita e incapace di reagire, vede la mamma lottare ferocemente contro gli aggressori.

La madre implora Beth affinché fugga. Beth si risveglia urlando: sono passati anni ed è un'affermata scrittrice horror, ma gli incubi la tormentano ancora. Mentre è a casa con suo marito e il figlio, Beth riceve una telefonata accorata dalla sorella Vera - ormai mentalmente instabile - che le chiede di tornare. Tornare nella vecchia casa della zia Clarissa dove Vera vive ancora con la madre, nonostante tutto quello che di terribile è successo. Beth torna, ma la casa ha ancora i suoi terribili segreti.

L'atmosfera è estremamente cupa e ossessiva. La vicenda sprofonda sempre più in un incubo macabro nel quale è difficile cogliere ciò che è vero da ciò che non lo è, con numerosi soprassalti dal sogno alla possibile realtà. I cambi di prospettiva e le svolte narrative sono talvolta spiazzanti e l'utilizzo scenografico e metaforico di un emblema tipico dell'horror come la bambola, immoto e straniante simulacro umano, fornisce elementi di sinistra inquietudine soprattutto a una seconda metà del film nella quale Pascal Laugier ritrova in parte la lucida cattiveria che aveva caratterizzato il suo capolavoro, Martyrs, qualche anno fa.

Nel farlo, Laugier elabora un crudele gioco visuale con presenze malvagie in stile Non aprite quella porta - l'ormone mugolante è una sorta di Leatherface con la passione per le bambole - e si dedica a lunghe sequenze senza parole, violente e selvagge, di buona resa drammatica, ma diluisce in parte l'efficacia della trovata relativamente originale che sorregge e caratterizza il film rendendolo un po' diverso dal solito.

Pur con qualche ripetizione e qualche forzatura (come sempre, i cattivi sono estremamente duri a morire), Laugier riesce comunque a tenere desta l'attenzione dello spettatore e a coinvolgerlo non solo attraverso uno spettacolo orrorifico di buon livello e stilisticamente apprezzabile, ma anche approfondendo in modo adeguato il rapporto che lega le sorelle, unite anche dalla sofferenza e dal desiderio di superarla.

Sono in qualche misura celebrate le virtù taumaturgiche della scrittura, anche e soprattutto horror, e più in generale della fantasia, oltre che l'uso improprio di uno strumento della scrittura come la vecchia macchina per scrivere. Ed è anche curiosa e simpatica l'apparizione a sorpresa di Lovecraft in persona.

Nel cast spicca la presenza della famosa cantante Mylène Farmer che dà spessore e anche un tocco di bizzarria al personaggio della madre, ma è in genere buona la prova di tutti gli attori con particolare menzione per Emilia Jones, nel ruolo di Beth da giovane.