7 ORE PER FARTI INNAMORARE

Locandina Un film di Giampaolo Morelli. Con Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Diana Del Bufalo, Fabio Balsamo, Massimiliano Gallo, Antonia Truppo. Genere Commedia - Italia, 2020. Durata minuti circa.Quanto tempo ci vuole per innamorarsi?Quanto tempo ci vuole per innamorarsi? E una volta conquistata la donna dei sogni, come fare per tenerla stretta? E potrebbe mai una strafiga spaziale cadere ai piedi di un timidone impacciato?di Paola Casella


Trama

Giulio Manfredi è un giornalista di economia fidanzato con Giorgia. Ma in prossimità delle nozze Giorgia lo lascia per Alfonso, il vicedirettore del giornale per cui Giulio lavora come caporedattore. In un sol colpo dunque perde fidanzata e lavoro, e fa presto a rendersi conto che il mercato giornalistico non è più quello di una volta: per la maggior parte dei potenziali datori di lavoro è troppo qualificato. Solo il direttore di una rivista maschile online, Machoman, gli offre un incarico: si occuperà di chirurgia estetica per uomini, motori, moda, gel per capelli, allungamenti del pene e regole per rimorchiare. Su quest'ultimo argomento l'esperta è Valeria, una ragazza volitiva convinta che le regole dell'attrazione siano questione di pura biologia, e che con la parlantina giusta qualsiasi uomo sia in grado di fare centro con le donne: anche uno "sfigatello" come Giulio, che prenderà da lei lezioni per riconquistare la sua ex Giorgia.

7 ore per farti innamorare è il debutto alla regia di Giampaolo Morelli, attore feticcio e coautore dei Manetti Bros. (da Piano 17 a L'ispettore Coliandro, da Song'e Napule ad Ammore e malavita), qui è anche protagonista maschile nonché coautore della storia basata sul suo romanzo omonimo e sceneggiata con Gianluca Ansanelli, lo storico sodale di Alessandro Siani.

Il modello è chiaramente la commedia romantica americana, a cominciare dal titolo che pare ispirarsi al prototipo yankee più vicino, Come farsi lasciare in dieci giorni. La differenza è che qui non siamo negli USA ma a Napoli, e Morelli non interpreta uno sciupafemmine alla Matthew McConaughey ma lo sfigatello di cui sopra: premessa abbastanza improbabile, per un attore più aitante di qualunque maschio lo avvicini anche quando mal vestito e pettinato, in particolare se accostato al gruppetto di sfigati veri che frequentano le lezioni di rimorchio.

Le implausibilità si sommano lungo tutta la trama, costellata di svolte prevedibili e situazioni improbabili. Se la storia si lascia tuttavia seguire con una certa facilità è merito dei suoi interpreti, in primis Morelli e Serena Rossi nei panni di Valeria, che hanno una chimica tutta loro già rodata con i Manetti, in secundis del cast di caratteristi di contorno, che comprende presenze affidabili del teatro (e cinema) napoletano come Vincenzo Salemme, Massimiliano Gallo, Antonia Truppo e Gianni Ferreri, più un gustoso cammeo di Raz, anche lui importato dal "parco Manetti", e l'iniezione web di Fabio Balsamo e Andrea Di Maria. La vera forza trainante del cast è però Serena Rossi, che riesce a cavare una nota di verità partenopea anche da un personaggio più contraddittorio che complesso, e ammortizza i cambi repentini di caratterizzazione di Morelli.

Il neoregista dimostra coraggio nel giocare a contrasto con il suo aspetto fisico e una certa agilità di movimenti di macchina e montaggio (di Luciana Pandolfelli), insieme a tante ingenuità da principiante. Le debolezze della sceneggiatura sono probabilmente attribuibili più alla piacioneria di Ansanelli che alla vena sarcastica di Morelli, che avrebbe invece giovato al racconto. Si intuisce la sua volontà di ritagliare per se stesso un futuro meno soggetto alle incertezze del lavoro di attore e si apprezzano la sua generosità verso gli altri attori e l'assenza di volgarità. Ma la sua forza restano la presenza scenica carismatica e i tempi comici naturali, che su un uomo attraente sono merce rara e preziosa.