THE GRUDGE

Locandina Un film di Nicolas Pesce. Con Andrea Riseborough, Demián Bichir, John Cho, Betty Gilpin, Lin Shaye, Jacki Weaver, Lorrie Papadopoulos, William Sadler, Frankie Faison, Tara Westwood, Joel Marsh Garland, Nancy Sorel, David Lawrence Brown, Stephanie Sy, Stefanie Sherk, Zoe Fish, Bradley Sawatzky, Robin Ruel, Ernesto Griffith, Robert Kostyra. Genere Horror - USA, 2020. Durata 94 minuti circa.Il reboot dell'omonimo horror giapponeseIl reboot del film diretto da Takashi Shimizu nel 2004, interpretato da Sarah Michelle Gellar.di Rudy Salvagnini


Trama

2004: Fiona Landers lascia Tokyo in anticipo per rientrare negli Stati Uniti informando della cosa la collega Yoko: qualcosa che ha visto l'ha disturbata molto. 2005: la vita della coppia formata da Faith e William Matheson, sposati da cinquant'anni, è turbata dalla malattia della donna, che soffre di avanzata demenza senile. Per porre fine alle sue sofferenze, il marito invita a casa Lorna Moody, specializzata nel suicidio assistito. 2006: la poliziotta Muldoon arriva a prendere servizio. Ha un figlioletto di sei anni ed è vedova da poco con tutto ciò che ne consegue. Assieme al partner Goodman si deve occupare del caso di una donna trovata morta in avanzato stato di decomposizione all'interno della sua auto rimasta nascosta nella vegetazione per mesi. È il cadavere di Lorna Moody. Su tutto, una strana maledizione che aleggia su chiunque venga in contatto con una certa casa al 44 di Reyburne Drive.

Ju-On: Rancore di Takashi Shimizu è stato un film epocale, rafforzando l'egemonia giapponese nel panorama horror dell'epoca dopo i fasti del Ring di Nakata: trasposizione cinematografica di un prodotto televisivo, ha generato una serie nutrita di seguiti e un fortunato remake americano che a sua volta ha generato dei seguiti.

L'idea di partenza di Ju-On: Rancore era semplice - quando qualcuno muore in preda a una forte rabbia causa la nascita di una maledizione: la maledizione dimora nel luogo della morte, ma non può essere confinata là dentro e una volta che la si incontra non ti lascia più ovunque tu vada - ma eseguita in modo brillante e innovativo. Con questo film arriviamo al remake del remake americano, come dire che quando si ha una buona idea è un peccato smettere di sfruttarla. L'idea resta valida, ma con l'andar del tempo e dello sfruttamento ha perso la sua potente carica originaria.

Come tradizione della serie, il film è articolato su piani temporali diversi che procedono parallelamente e in qualche modo convergono nell'ambito di una struttura narrativa complessa che crea un senso di spiazzamento e, nel contempo, di inquietante ineluttabilità. Questa nuova versione lavora molto su personaggi e situazioni per cercare di suscitare empatia verso i protagonisti: la futura madre preoccupata per un parto dalle conseguenze che la fanno pensare, la poliziotta vedova con un bambino piccolo, l'anziano marito che cerca per la moglie malata un modo per lasciare la vita senza sofferenza. Personaggi e situazioni molto umane e delineate, tutte persone provate dalle sofferenze della vita e tutte messe a confronto con una maledizione che non le vuole abbandonare.

La parte preparatoria è prolungata per cercare di sviluppare al meglio le caratteristiche psicologiche dei protagonisti e poi confluire in un finale ad alto tasso spettacolare dove tutto conflagra.

I personaggi sono resi in modo credibile e suscitano simpatia, immersi come sono in un clima plumbeo e dolente che è già tale ancora prima che la maledizione lo renda persino peggiore. In questo - nella credibilità dei personaggi e nell'atmosfera tetra e opprimente in cui si muovono - sta il pregio maggiore del film, che riesce a evitare le schematicità e semplificazioni caratteriali tipiche di certo horror. Il fatto però che il destino causato dalla maledizione renda in sostanza ineluttabili gli avvenimenti ha la conseguenza di rendere poco sorprendente ciò che accade, che risulta quindi nella sostanza prevedibile, sottofinale compreso.

Nicolas Pesce, giovane regista horror emergente (Piercing), si adopera al suo meglio per creare un mood spettrale, sofferto e inquietante, ma nell'insieme il film - piuttosto lento - non va oltre all'essere una ripresa corretta e solo in parte coinvolgente di tematiche ormai risapute e sin troppo sfruttate. La confezione è adeguata e anche elegante stilisticamente, ma non c'è un'apprezzabile innovazione rispetto al passato. Il cast mostra buona professionalità e convinzione. Si rivede con piacere la signora dell'horror contemporaneo, Lin Shaye, nel ruolo di una donna inconsapevole dell'orrore che la circonda.